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27 agosto, 2025Per il presidente francese quello che si terrà l'8 settembre è "un voto razionale e di responsabilità”
Dopo l’annuncio del primo ministro francese François Bayrou di indire un voto di fiducia all’Assemblea Nazionale l’8 settembre in previsione di una dura legge di bilancio che potrebbe pesare non poco sulle tasche dei francesi, il presidente Emmanuel Macron ha espresso il suo “pieno sostegno” all’inquilino di Palazzo Matignon. A spiegarlo è la portavoce del governo, Sophie Primas, in seguito alla riunione del Consiglio dei ministri tenutasi mercoledì 27 agosto, aggiungendo che l’esecutivo “non sta né negando la realtà né facendo sembrare catastrofica la situazione finanziaria francese”, chiedendo quindi “responsabilità” da parte dei partiti che desiderano essere partiti di governo. “Il governo vuole essere combattivo fino all'8 settembre” ha concluso la portavoce. La proposta finanziaria di Bayrou su cui si potrebbe giocare il suo futuro politico prevede tagli per 43,8 miliardi di euro, con la speranza di ridurre il deficit al 4,6%, contro l'attuale 5,8%.
Anche se Macron si mostra fiducioso, parlando di un “voto razionale e di responsabilità”, è improbabile che Bayrou riesca ad ottenere la fiducia da parte della Camera bassa del parlamento francese, dato che sia l’estrema destra del Rassemblement National che la sinistra di Verdi, Socialisti e del partito La France Insoumise hanno già fatto sapere che voteranno contro. È una situazione anomala per la politica francese, che nel corso degli ultimi 2 anni ha visto l’alternarsi di 4 premier: Élisabeth Borne, Gabriel Attal, Michel Barnier e l'attuale, François Bayrou. Dalle elezioni legislative francesi dell’estate 2024, che hanno visto prevalere la coalizione di sinistra del Nouveau Front populaire, nell’Assemblea Nazionale vige una situazione di sostanziale immobilismo, data l’estrema frammentazione della Camera. Il governo dell'europeista Michel Barnier, che avrebbe dovuto rappresentare il perfetto compromesso per il presidente Macron, è caduto dopo solo tre mesi dal suo insediamento a causa di una mozione di sfiducia sostenuta sia dalla destra di Marine Le Pen che dalla sinistra di Jean-Luc Mélenchon, sempre per questioni riguardanti la legge di bilancio.
Paradossalmente, in questo momento il sistema politico italiano sembra apparire più stabile di quello francese, di nuovo impantanato in una crisi di governo. Il voto di fiducia dell’8 settembre si inserisce in quella che è la più grave crisi politica della Quinta Repubblica francese, iniziata con le elezioni anticipate indette da Macron in seguito ai risultati delle Europee 2024. Se il voto di fiducia dovesse effettivamente portare alla caduta del governo Bayrou, sarà il Presidente Macron a decidere sul da farsi, tra l’estrema destra che chiede un nuovo scioglimento dell’Assemblea e l’estrema sinistra che punta, invece, alle dimissioni dello stesso Macron. In caso di caduta dell’esecutivo, l'inquilino dell'Eliseo potrebbe dover valutare – di nuovo – lo scioglimento dell’Assemblea, come già avvenuto dopo le ultime elezioni europee che hanno visto un ridimensionamento ai tavoli di Bruxelles di centristi ed esponenti della sinistra, a favore della destra (e delle sue declinazioni più estremiste), ma potrebbe anche optare per il solo cambio di premier o per un rimpasto di governo.
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