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29 agosto, 2025Solo a luglio, le autorità di Teheran avrebbero giustiziato 110 persone. Al 28 agosto, in 11 rischiano l'esecuzione imminente
Stando a quanto riportato dalla portavoce dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Ravina Shamdasani, da inizio anno in Iran sarebbero state giustiziate 841 persone. Solo a luglio, le autorità iraniane avrebbero giustiziato 110 persone. “L'elevato numero di esecuzioni indica un modello sistematico di utilizzo della pena di morte come strumento di intimidazione da parte dello Stato, con accanimento sproporzionato verso minoranze etniche e migranti”, ha dichiarato la portavoce.
Al 28 agosto 2025, 11 persone rischiano l'esecuzione imminente. Sei di loro sono accusate di "ribellione armata", a causa della loro presunta appartenenza al partito Mojahedin-e-Khalq (MEK), attivo nell’opposizione al regime teocratico. Altre cinque rischierebbero la pena capitale in relazione alla loro partecipazione alle proteste del 2022, scoppiate dopo la morte di Mahsa Amini.
“La pena di morte è incompatibile con il diritto alla vita e inconciliabile con la dignità umana. Rivolgiamo un appello al governo iraniano affinché non proceda con l’esecuzione di queste e di altre persone nel braccio della morte”, ha concluso Shamdasani.
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