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12 settembre, 2025Washington contesta la sentenza con cui la Corte suprema ha condannato l'ex leader, stretto alleato di Trump, per il tentato golpe del 2022. Il presidente brasiliano: "Se vivesse in Brasile e avesse fatto quello che ha fatto (Bolsonaro) sarebbe sotto processo anche lui. Perché qui c'è una legge per tutti"
Dopo la condanna a 27 anni e tre mesi dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro, il primo presidente condannato nella storia del Brasile, arrivano le reazioni dal mondo politico internazionale.
Poche ore prima della sentenza, l’attuale presidente del paese Luiz Inácio Lula da Silva aveva dichiarato in un'intervista alla rete televisiva Band che il Brasile reagirà se il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annuncerà nuove sanzioni contro il Paese a seguito della condanna di Bolsonaro.
“Se (Trump) prenderà ulteriori provvedimenti sono affari suoi. Reagiremo man mano che le misure verranno adottate. Le sanzioni già imposte sono tutte false e il presidente Trump sa che ciò che è stato detto sul Brasile è falso. È una bugia che ci sia un deficit commerciale. È arrogante da parte sua non volere che la giustizia brasiliana processi qualcuno che ha commesso un crimine", ha affermato Lula nel corso dell'intervista. "Se il presidente Trump vivesse in Brasile e avesse fatto quello che (Bolsonaro) ha fatto sarebbe sotto processo anche lui. Perché qui c'è una legge per tutti", ha concluso.
Trump, parlando con i giornalisti prima di lasciare la Casa Bianca per New York, ha definito la condanna “molto sorprendente. È quello che hanno cercato di fare con me. Jair Bolsonaro è stato un bravo presidente”. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha definito la sentenza “ingiusta", aggiungendo: "Gli Stati Uniti risponderanno di conseguenza a questa caccia alle streghe", ha scritto su X. Il ministero degli Esteri brasiliano ha in seguito rilasciato una dichiarazione definendo il commento di Rubio una minaccia che "attacca l'autorità brasiliana e ignora i fatti e le prove schiaccianti contenute negli atti".
Negli scorsi mesi, il presidente americano aveva già deciso di sanzionare il giudice della Corte suprema brasiliana Alexandre de Moraes, figura di spicco del processo contro Bolsonaro. Il 6 agosto scorso, inoltre, erano entrati in vigore i dazi sui prodotti brasiliani, fissati al 50%, i più alti in assoluto. I dazi contro il Brasile sono quelli con le motivazioni politiche più evidenti, collegati direttamente alla vicenda di Bolsonaro. Un ricatto politico, insomma.
Anche dall’Italia arrivano messaggi di disappunto rispetto alla sentenza. Matteo Salvini ha espresso la sua solidarietà a Bolsonaro con un post su X, affermando che “quando non ha più argomenti, la sinistra usa ogni mezzo per colpire gli avversari politici, a cominciare da quello giudiziario. Non ti fermeranno, forza Presidente!”.
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