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28 gennaio, 2026Articoli correlati
Madrid approva una sanatoria che permetterà la regolarizzazione di mezzo milione di migranti irregolari entro il 2026. Per il primo ministro Pedro Sánchez l'immigrazione è "decisiva per l'espansione economica"
Ancora una volta la Spagna si chiama fuori da un’Europa sempre più divisa sul tema dell’immigrazione. Mentre molti governi del Vecchio continente irrigidiscono norme e retorica, Madrid sceglie la strada opposta: la regolarizzazione straordinaria destinata a oltre mezzo milione di migranti entrati irregolarmente nel Paese. Una sanatoria di ampia portata, approvata dal Consiglio dei ministri e lanciata dall’esecutivo di Pedro Sánchez.
i numeri della sanatoria
La misura avvia l’iter per la concessione di un permesso di residenza legale a circa 500 mila persone presenti in Spagna da almeno cinque mesi prima del 31 dicembre 2025, senza precedenti penali. Il permesso, in un primo momento annuale, consentirà fin da subito l’accesso al lavoro in tutti i settori e su tutto il territorio nazionale, oltre ai ricongiungimenti familiari per i figli minori. La finestra per le domande si aprirà ad aprile e chiuderà il 30 giugno.
“Oggi è una giornata storica per la Spagna”, ha dichiarato la ministra dell’Inclusione e delle Migrazioni Elma Saiz, rivendicando un modello migratorio “fondato sui diritti umani, sull’integrazione e sulla convivenza”. Compatibile - secondo il governo - con la sua crescita economica e la coesione sociale. Una lettura supportata anche dai numeri: gli stranieri in Spagna sono oltre 7 milioni su una popolazione di 49,4 milioni e rappresentano circa il 16% degli iscritti alla Previdenza sociale. Gli irregolari, secondo le stime, sarebbero circa 840 mila, otto volte più del 2017, in larga maggioranza provenienti dall’America Latina.
L’esecutivo lega la sanatoria al buon andamento dell’economia: nel 2025 la Spagna ha registrato una crescita del Pil del 2,9%: più del doppio della media europea, con un tasso di disoccupazione sceso sotto il 10% per la prima volta da quasi vent’anni. Un risultato che, secondo Sánchez, non sarebbe stato possibile senza il contributo dell’immigrazione, capace di attenuare gli effetti dell’invecchiamento della popolazione e di sostenere il sistema di welfare. "È decisivo per l'espansione economica", ha detto il primo ministro spagnolo.
La scelta, però, ha acceso lo scontro politico. L’estrema destra di Vox ha denunciato un presunto “effetto calamita” e parlato di “sostituzione del popolo spagnolo”, per poi invocare espulsioni e rimpatri. Più prudente - ma comunque critica - la posizione del Partido Popular, che accusa il governo di usare la sanatoria come diversivo rispetto ad altre emergenze interne della Spagna. Che con questa novità, però, resta una voce fuori dal coro.
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