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10 marzo, 2026Gli attacchi Usa e israeliani contro i depositi di carburante, tra cui la raffineria di Shahran, hanno provocato enormi incendi e il rilascio di sostanze pericolose nell’atmosfera
Una nube nera, densa, che sembra catrame. E poi le gocce dal cielo. Dopo i bombardamenti della notte tra sabato 7 e domenica 8 marzo sugli impianti petroliferi di Teheran, in alcune zone della capitale iraniana - racconta la Cnn - è arrivata quella che i residenti descrivono come una vera e propria “pioggia di petrolio”, con l’acqua scura saturata di idrocarburi e il cielo coperto da nuvole nere.
Gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro i depositi di carburante, tra cui la raffineria di Shahran, hanno provocato enormi incendi e il rilascio di sostanze pericolose nell’atmosfera. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha accusato Trump e Netanyahu di aver liberato “materiali pericolosi e sostanze tossiche nell’aria”, sostenendo che le esplosioni stiano avvelenando i civili e devastando l’ambiente. Le autorità sanitarie e i soccorritori segnalano che, a distanza di ore dagli attacchi, le emissioni tossiche sono ancora presenti nell’aria.
La Mezzaluna Rossa iraniana ha avvertito la popolazione del rischio di piogge acide e composti chimici nell’atmosfera, invitando i cittadini a rimanere in casa. Anche la Protezione civile ha diramato lo stesso avviso, mentre il governatore della capitale ha annunciato la sospensione temporanea della distribuzione di carburante dopo i danni ai depositi petroliferi.
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