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15 gennaio, 2026Gli Usa parlano di un incontro "costruttivo", ma Danimarca e Groenlandia sono più cauti. Nel centro commerciale di Nuuk i cittadini protestano con slogan anti-Trump
Un incontro “franco e costruttivo” durato meno di un’ora. Così è stato definito in conferenza stampa dagli ospiti il summit di mercoledì 14 gennaio che ha visto il confronto alla Casa Bianca tra ilsegretario di Stato Marco Rubio, il vicepresidente JD Vance, il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen e la controparte groenlandese Vivian Motzfeld. È Rasmussen il primo ad aver sottolineato come in realtà il confronto abbia avuto esito tutt’altro che positivo. L’aspetto più complesso - e non ancora raggiunto - sarebbe proprio trovare un punto di incontro tra le parti. “Idee che non rispettano l’integrità territoriale della Danimarca e la libertà di autodeterminazione degli abitanti della Groenlandia sono totalmente inaccettabili”, ha ribadito.
D’altronde non lasciavano ben sperare i post che nella mattinata di ieri Donald Trump ha pubblicato sul suo profilo Truth, in cui ha sottolineato ancora una volta il bisogno della Casa Bianca di mettere le mani sull’Isola Artica per questioni di sicurezza nazionale. Un’acquisizione che secondo Rasmussen non sarebbe “assolutamente necessaria”.
Il sostegno militare dell'Europa
Questa volta gli altri Stati europei non sono rimasti in silenzio. Da giorni la presiedete della Commissione Ursula von der Leyen ribadisce il sostegno al popolo groenlandese e alla Danimarca e, proprio nel giorno del summit negli Usa, Germania e Francia hanno annunciato l’invio di militari per una missione di ricognizione.
Le forze francesi sarebbero già arrivate questa mattina, giovedì 15 gennaio, in concomitanza con un Consiglio di difesa previsto tra poche ore all’Eliseo. Norvegia e Svezia avevano già inviato personale dell’esercito nei giorni scorsi. La decisione seguirebbe una richiesta di Copenaghen, che dopo il braccio di ferro con il tycoon si dice pronta a rafforzare la propria presenza sull’Isola.
Quei cappellini per scacciare gli Usa
A contestare le mire americanein primis i cittadini groenlandesi. Nel centro commerciale della capitale, Nuuk, sono andati soldout dei cappellini eloquenti. “Make America go Away” - recita il capo di abbigliamento. Uno slogan che suona come presa in giro del celebre acronimo Maga (“make America great again”), su cui lo stesso tycoon ha costruito la propria campagna politica.
La preoccupazione di Mosca
Non si è fatto attendere un commento da parte della Russia. "La situazione che si sta sviluppando alle alte latitudini è per noi motivo di massima preoccupazione", ha dichiarato l'Ambasciata russa in Belgio a seguito di una domanda del quotidiano russo Izvestia in merito alla politica della Nato sulla Groenlandia e sull'Artico in generale. "Invece di un lavoro costruttivo all'interno delle istituzioni specializzate esistenti, in primo luogo il Consiglio Artico, la Nato ha intrapreso un percorso di militarizzazione accelerata del Nord, aumentando la sua presenza militare con il falso pretesto di una crescente minaccia da parte di Mosca e Pechino", si legge nel commento.
Perché l'Isola è così importante per Trump
Il progetto - a detta di Trump - si inserirebbe nel piano più ampio di limitare gli interessi di Russia e Cina sul suolo artico. Questo almeno per ciò che riguarda la sicurezza. Dal punto di vista economico, invece, con il sempre più massiccio scioglimento dei ghiacci, la Groenlandia rappresenta una rotta commerciale che unisce Europa e Nordamerica con il Nord-Est del mondo. Rispetto alle rotte nella stessa direzione che però prevedono il passaggio dall’Africa - in primis il Canale di Suez - quella artica permetterebbe di evitare di avvicinarci a zone di guerra o di rischiare l’assalto di pirati, fenomeno che riguarda soprattutto il golfo di Aden, tra Yemen e Somalia. In futuro il riscaldamento globale potrebbe permettere anche l’accesso più semplice ad alcune risorse - come terre rare e petrolio - di cui è ricco il suolo dell’Isola, e che non sono ancora state intaccate perché protette dai ghiacci.
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