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15 gennaio, 2026Parigi e Berlino si muovono verso l'Artico, ma da Roma il ministro della Difesa ribadisce la necessità di un coordinamento Nato: "Noi dobbiamo unire e non spaccare"
Sì a più truppe Nato nell’Artico, ma no a una missione italiana. “Cento, 200 o 300 soldati di qualunque nazionalità, cosa fanno? Sembra l’inizio di una barzelletta”. Così Guido Crosetto ha commentato l’ipotesi di un invio di truppe in Groenlandia, dopo che Francia e Germania nelle scorse ore hanno già mandato squadre di ricognizione. “Non è una gara a chi manda i militari in giro per il mondo, il nostro è un atteggiamento razionale. Abbiamo chiesto che fosse la Nato a coordinare. Noi dobbiamo unire e non spaccare”, ha aggiunto il ministro della difesa, parlando con i giornalisti davanti al Senato.
le scelte di Francia e Germania
Nel frattempo, “una quindicina di soldati francesi” è già arrivata a Nuuk, come riferisce dagli studi della radio France Info l’ambasciatore per i poli e gli oceani Olivier Poivre d’Arvor. È la diretta conseguenza a quella che lo stesso ambasciatore definisce una “minaccia senza precedenti” da parte degli Stati Uniti. E la risposta multinazionale sarebbe un “segnale politico forte. Dicevano che l’Europa andava a rilento, non più di tanto”.
La missione si inserisce all’interno dell’operazione Artic Endurance, un piano europeo lanciato da Paesi Nato come Svezia, Norvegia e Germania. Che ha già assicurato la sua presenza con “tredici specialisti di alta montagna” e cacciatori alpini, come confermato dal ministero della Difesa. “Su invito della Danimarca, dal 15 al 17 gennaio 2026”, il governo tedesco “parteciperà insieme ad altre nazioni europee a una missione esplorativa in Groenlandia - si legge in una nota -. L'obiettivo è quello di valutare le condizioni quadro per possibili contributi militari a sostegno della Danimarca nel garantire la sicurezza nella regione, ad esempio per quanto riguarda le capacità di sorveglianza marittima”.
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