Mondo
15 gennaio, 2026Dal canto suo l'ex principe ereditario promette che, se andrà al potere, "il programma militare nucleare cesserà" e che Teheran normalizzerà i rapporti con Stati Uniti e Israele
È un ragionamento pragmatico, quello di Donald Trump, sulla falsariga di quello fatto per il Venezuela, quando ha “scaricato” la premio Nobel per la Pace Maria Corina Machado perché - parole sue - “non avrebbe consenso nel Paese”. Oa il presidente degli Stati Uniti è meno assertivo ma sottolinea comunque i suoi dubbi sulla possibilità che l’ex principe iraniano in esilio, Reza Pahlavi, che oggi prova a intestarsi le proteste in corso nella Repubblica islamica, riesca a governare il Paese qualora gli ayatollah cadessero.
Pahlavi, dice Trump in un’intervista a Reuters, “sembra molto simpatico, ma non so come si comporterebbe nel suo stesso Paese. E non siamo ancora a quel punto… Ma è molto presto, troppo presto per dirlo. Non so come vada d'accordo con il suo Paese". "Non so se il suo Paese accetterebbe la sua leadership - aggiunge - e certamente se lo accettassero sarebbe perfetto per me”.
Dal canto suo, il figlio dell’ultimo scià mostra sicurezza. In un’intervista rilasciata negli scorsi giorni al Corriere della Sera ha detto: “Abbiamo già un piano, non ci sarà il vuoto. Ci siamo preparati anni per questo momento (…). L’obiettivo non è solo sopravvivere alla transizione. È sbloccare il nostro vero potenziale. Un Iran libero può essere prospero: un Paese che commercia con il mondo, attira investimenti, crea posti di lavoro e dà futuro ai suoi giovani, invece di farli fuggire”.
Pahlavi si è espresso più volte a favore di u”n eventuale attacco americano e ha fatto più volte aperture nei confronti del presidente Usa: Gli iraniani invece vogliono un Paese libero in pace anche con Stati Uniti e Israele”.
Oggi, in una dichiarazione su X, fa un altro passo per accreditarsi come un eventuale successore affidabile agli occhi di Washington e promette che "il programma militare nucleare iraniano cesserà”. L'Iran di oggi, identificato con "terrorismo, estremismo e povertà", scomparirà, scrive, e sarà sostituito da "un Iran meraviglioso, pacifico e fiorente". Inoltre, "il sostegno ai gruppi terroristici cesserà immediatamente" e l'Iran "agirà come una forza amica e stabilizzatrice nella regione”.
Pahlavi promette anche una normalizzazione nelle relazioni con i maggiori nemici del regime della Repubblica Islamica, gli Stati Uniti e Israele, e spiega che l'Iran "perseguirà l'espansione degli Accordi di Abramo negli Accordi di Ciro, riunendo un Iran libero, Israele e il mondo arabo". Gli Accordi di Ciro sono l'accordo di pace proposto dal principe ereditario in esilio per Gerusalemme e Teheran in un mondo post-regime. Infine, promette che il Paese "adotterà e applicherà gli standard internazionali" e che "un Iran democratico aprirà la sua economia al commercio, agli investimenti e all'innovazione. E cercherà di investire nel mondo”. Riuscirà, così, a fare presa su Trump?
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Il grande dittatore - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
II settimanale, da venerdì 9 gennaio, è disponibile in edicola e in app


