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16 gennaio, 2026Putin telefona a Netanyahu e al presidente iraniano Pezeshkian: "Impegnati in un dialogo costruttivo". Il blocco di internet potrebbe durare fino a fine marzo, mentre Trump mette in stand-by l'opzione militare: "Gli ayatollah hanno fermato le esecuzioni"
Mentre Donald Trump sembrerebbe aver messo in stand-by l'opzione militare, in Iran il numero delle vittime continua ad aumentare. E il regime degli ayatollah sta chiedendo il conto ai familiari dei manifestanti, che devono pagare per riavere indietro i corpi dei migliaia che hanno perso la vita in questi giorni di massicce manifestazioni. Secondo quanto riporta la Bbc, le salme delle vittime sono tenute in ospedali e obitori controllati dalle forze di sicurezza che chiederebbero cifre equivalenti a diverse migliaia di euro per la loro restituzione. Ma non solo. Il media indipendente Iran International riporta come il regime starebbe chiedendo ai parenti delle vittime di pagare cifre per coprire il costo dei proiettili utilizzati per ucciderli.
La diplomazia a est
Venerdì 16 gennaio la linea telefonica del Cremlino è stata impegnata da una conversazione tra il presidente russo Vladimir Putin e quello israeliano Benjamin Netanyahu. Putin ha confermato l’intenzione di “continuare a intraprendere sforzi di mediazione appropriati, contribuendo a promuovere un dialogo costruttivo con la partecipazione di tutti gli Stati interessati”. L’ufficio stampa della presidenza russa ha fatto sapere che il piano dello zar sarebbe quello di “proseguire i contatti a vari livelli”. Il leader russo avrebbe avuto modo di parlare anche con il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, secondo quanto riferito dal portavoce del Cremlino, Dmtri Peskov che ha riportato il continuo sforzo del presidente “per facilitare la de-escalation".
Il blocco internet prolungato
Il blocco internet che da giorni rende difficile capire cosa stia davvero accadendo all’interno dei confini del Paese potrebbe prolungarsi fino a fine marzo. La testata indipendente IranWire riporta come il regime avrebbe intenzione di mantenere il blackout a livello nazionale almeno fino al Capodanno iraniano, che si svolge tra il 19 e il 22 marzo. Il gruppo di monitoraggio NetBlocks ha affermato che l'attuale blackout in Iran ha superato le 180 ore, battendo il precedente record del 2019. "Nel 2019, dopo il ripristino della connettività, è stata resa nota la portata della brutale repressione", ha affermato il gruppo in un post sui social.
Il passo indietro di Donald Trump
Dopo la decisione di congelare un possibile attacco, Donald Trump si starebbe preparando a inviare più forze e risorse statunitensi in Medio Oriente. La portaerei americana Lincoln si starebbe infatti spostando dal mare cinese nell'area mediorientale. Secondo il tycoon le violenze del regime avrebbero subito una battuta d’arresto. La portavoce della Casa Bianca, Caroline Leavitt, ha dichiarato in una conferenza stampa che "il presidente ha saputo che si sarebbero dovute svolgere 800 esecuzioni e che queste sono state sospese”.
Il plauso di madonna al popolo iraniano
Sui social risuona l’appello di Madonna, che ha invitato il popolo iraniano a resistere. “Tenete duro - ha scritto su Instagram la regina del pop, da sempre attenta ai diritti umani dei popoli di tutto il mondo - Mentre rifletto sul mio tempo in Marocco durante le vacanze, penso a tutte le persone in Iran che stanno combattendo una rivoluzione tanto necessaria e sono disposte a morire per ciò in cui credono".
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