Mondo
22 gennaio, 2026Articoli correlati
A Davos, a margine della firma del Board of peace, il genero di Trump ha mostrato le mappe del progetto per il futuro della Striscia. Il costo? Trenta miliardi di dollari (che fanno gola al settore privato)
Sarà per il suo passato da immobiliarista, ma nel progetto americano per la New Gaza presentato da Jared Kushner ci sono innanzitutto grattacieli avveniristici e alberghi per il turismo costiero, hub energetici e moderne infrastrutture. Un disegno futuristico in stile Dubai, ma costruito su cumuli di macerie e sul sangue di oltre 70 mila morti palestinesi.
No, non si tratta del video fatto con l’intelligenza artificiale pubblicato da Donald Trump in cui il tycoon presentava “Gaza riviera”, ma di un progetto concreto esposto a Davos, durante il World Economic Forum, a margine della firma del contestato Board of peace per Gaza. Il costo? Trenta miliardi di dollari. E “per il settore privato - ha promesso Kushner - ci saranno incredibili opportunità di investimento”.
Che il progetto abbia un’inclinazione innanzitutto immobiliare, in fondo, lo ha ammesso lo stesso Trump dopo che il genero - che, insieme all’altro ex immobiliarista Steve Witkoff è stato il regista della (fragile) tregua a Gaza - ha presentato le mappe e le diapositive del futuro della Striscia: "Sono un esperto di immobiliare e per me la posizione è tutto, it’s all about location, e ho pensato: guardate questa posizione sul mare, guardate questo splendido pezzo di proprietà, cosa potrebbe rappresentare per così tante persone. Sarà davvero, davvero fantastico. Le persone che vivono così male vivranno così bene”.
Il tempo stimato per la realizzazione di questo nuovo polo futuristico è di “tre anni”. La “nuova Gaza - ha proseguito Kushner - potrebbe diventare un luogo di speranza, anche una destinazione, con una forte industria e opportunità concrete perché le persone prosperino e trovino una vera occupazione. Una volta che questo processo sarà avviato - ha aggiunto - riteniamo che potrà portare a una piena occupazione e a opportunità per chiunque viva lì”.
Al di là delle slide, restano tanti punti di domanda. Quando inizierà la fase due a Gaza? Da dove proverranno i fondi per la ricostruzione? Chi contribuirà alla forza di stabilizzazione internazionale, il cui dispiegamento è considerato cruciale per passare alla fase successiva? Per ora ci sono solo grattacieli e alberghi proiettati in mondovisione su alcune diapositive di un powerpoint.
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