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26 gennaio, 2026Articoli correlati
Dopo il rientro del corpo di Ran Gvili, il governo Netanyahu conferma l’apertura del varco per il transito di persone, a patto che sia "sotto il controllo israeliano". L’Egitto avvia i preparativi logistici per l’ingresso degli aiuti, mentre l’Ue si dice pronta a intervenire. Dall’estrema destra israeliana arrivano però forti critiche
La riapertura del valico di Rafah sembra ormai imminente. Dopo il ritrovamento e il rientro in Israele della salma di Ran Gvili, ultimo ostaggio israeliano rimasto a Gaza, il governo di Benjamin Netanyahu ha confermato l’apertura del passaggio di frontiera, unico collegamento tra la Striscia e l'Egitto. La decisione arriva dopo mesi di blocco quasi totale del varco.
questioni logistiche
Secondo quanto riferito dall’ufficio del premier israeliano, Israele ha accettato la riapertura del valico nell’ambito del piano in 20 punti presentato dall’amministrazione Trump. Ma con forti limitazioni: il passaggio sarà consentito sotto un meccanismo di pieno controllo israeliano. Netanyahu ha ribadito che l’apertura era subordinata alla restituzione di tutti gli ostaggi, vivi e morti. E ha rivendicato il risultato come una “chiusura del cerchio”, definendo Gvili “un eroe di Israele”.
Sul terreno, l’Egitto ha avviato i preparativi logistici per l’apertura del valico, chiuso da maggio 2024, eccezion fatta per una breve ripresa dei flussi dopo la tregua di settembre. Fonti della sicurezza del Sinai e della Mezzaluna Rossa egiziana riferiscono di un flusso crescente di aiuti. Nelle ultime ore circa cento camion sono entrati a Gaza attraverso i valichi di Kerem Shalom e Al-Awja. Altri 400 mezzi carichi di cibo, forniture mediche, carburante e gas domestico sarebbero pronti a partire dal lato egiziano di Rafah, che Il Cairo non ha mai formalmente chiuso.
il fronte europeo e le proteste dell'estrema destra
Anche l’Unione europea si dice pronta a intervenire. Da Bruxelles la Commissione ha confermato di essere “in standby” per assistere le operazioni ai valichi non appena Rafah sarà ufficialmente aperto. E ha ribadito la disponibilità a supportare il passaggio degli aiuti umanitari verso la Striscia. Resta però l’incertezza sulle modalità concrete. Come riporta Al Jazeera, Israele spinge per consentire l’uscita di un numero maggiore di persone rispetto a quelle autorizzate a rientrare e ha imposto il transito solo a piedi, escludendo veicoli e mezzi pesanti.
La decisione continua a spaccare il fronte politico israeliano, soprattutto per i pareri contrari del fronte di estrema destra. Per il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, l’apertura del valico rappresenterebbe “un grave errore” e “un pessimo messaggio”, per poi accusare il governo di aver indebolito la pressione su Hamas. Sul fronte umanitario, invece, resta la richiesta di consentire l’ingresso di prefabbricati abitativi e mezzi per la rimozione delle macerie. Forniture indispensabili, in una Striscia quasi del tutto distrutta.
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