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26 gennaio, 2026Articoli correlati
Non sono ancora note le tempistiche. Intanto, continua il braccio di ferro tra l'amministrazione del tycoon e i governatori locali per abolire le "città santuario"
Un passo indietro, dopo aver oltrepassato a grandi falcate la linea che separa i diritti fondamentali dalla violenza squadrista. Donald Trump ha aperto all’ipotesi di un ritiro dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) da Minneapolis. Lo ha detto in una intervista telefonica al Wall Street Journal, senza tuttavia indicare una tempistica precisa. "A un certo punto ce ne andremo. Abbiamo fatto, hanno fatto un lavoro fenomenale", ha dichiarato il presidente.
Alla domanda se il ritiro possa avvenire a breve, Trump ha risposto elogiando l’operato dell’amministrazione in Minnesota. Ha però chiarito che una presenza federale resterà. "Lasceremo lì un gruppo diverso di persone per la frode finanziaria", ha spiegato. Secondo Trump l’intensificazione delle operazioni dell’Ice sarebbe la conseguenza di uno scandalo di frode ai servizi sociali nello Stato.
Nella stessa intervista, il presidente ha definito il caso "la frode più grande che si sia mai vista". Trump ha fatto riferimento a un presunto sistema di frodi al welfare che coinvolgerebbe immigrati somali. "In realtà pensiamo che in California sarà molto più grande", ha aggiunto. Parole che risuonano in parte anche come una minaccia in risposta al duro attacco mosso dal governatore Gavin Newsom nei confronti del tycoon. Il democratico è il pole position per la candidatura dem alle prossime presidenziali.
Il governatore democratico della California, ha chiesto infatti le dimissioni di Kristi Noem dal suo ruolo di segretario alla sicurezza interna e il licenziamento di Gregory Bovino, alto funzionario della polizia di frontiera statunitense che ha guidato operazioni contro l'immigrazione in tutto il Paese.
Secondo quanto riportato ancora dal Wall Street Journal, l’amministrazione starebbe "riesaminando tutto" anche alla luce della sparatoria di Minneapolis, che ha causato la seconda vittima dall'inizo delle operazioni dell'Ice in Minnesota. Si tratta dell'infermiere 37enne Alex Pretti. Incalzato sulla dinamica, Trump si è rifiutato di dire se l’agente federale che l'ha ucciso abbia agito in modo appropriato.
Sul fronte politico, il senatore repubblicano Lindsey Graham, stretto alleato di Trump, ha annunciato l’intenzione di presentare una proposta di legge contro le cosiddette "città santuario", che limitano la cooperazione con le autorità federali per l'immigrazione, proteggendo gli immigrati irregolari da espulsioni. Graham punta a ottenere un voto già questa settimana. Non è chiaro se il testo sarà presentato come emendamento a un pacchetto di spesa o come disegno di legge autonomo.
"Il mio obiettivo è arrivare alla radice del problema", ha dichiarato Graham. "La politica delle città santuario porta a una maggiore immigrazione clandestina, a frodi massicce e al crollo dell’ordine pubblico". Per il senatore, "questa è la causa principale: non sono gli agenti dell’Ice per le strade, ma le politiche che hanno portato a questa situazione disastrosa".
Il post su Truth
Trump ha rilanciato il messaggio con un post su Truth. Ha invitato il Congresso ad approvare una legge federale per "porre fine alle città santuario, che sono la causa principale di tutti questi problemi". In un altro messaggio ha accusato la leadership democratica della morte dei due cittadini americani, Alex Pretti e Renee Good. Secondo Trump, nei cinque Stati repubblicani Texas, Florida, Tennessee, Georgia e Louisiana l’Ice ha arrestato oltre 150 mila presunti immigrati clandestini "senza proteste o caos", grazie alla collaborazione tra polizia locale e agenti federali.
Anche l’ex presidente Bill Clinton ha commentato la situazione in Minneapolis. L'ex inquilino democratico della Casa Bianca ha esortato gli americani ad "alzarsi e parlare", denunciando le "scene orribili" di Minneapolis, sostenendo che l’amministrazione Trump "ha mentito" sulle due morti avvenute durante le operazioni dell’Ice.
Il governatore del Minnesota si oppone
La richiesta dell'amministrazione Trump di abrogare le cosiddette politiche "santuario" è stata prontamente responta dal governatore del Minnesota, Tim Walz, come riportato dalla Cnn. "Non è un tentativo serio", ha dichiarato Walz. Il Procuratore Generale Pam Bondi aveva inviato una lettera a Walz sabato esortandolo ad abrogare le politiche di asilo e a consentire alla Divisione per i Diritti Civili del Dipartimento di Giustizia di accedere alle liste elettorali dello Stato. Il Presidente Donald Trump ieri ha ribadito le richieste, invitando i Democratici del Minnesota a "collaborare formalmente con l'amministrazione Trump per far rispettare le leggi della nostra nazione, piuttosto che resistere e alimentare le fiamme della divisione, del caos e della violenza".
La morte di Pretti secondo il New York Times
Secondo una ricostruzione del New York Times, l’uomo ucciso sabato 24 gennaio a Minneapolis si chiamava Alex Jeffrey Pretti, aveva 37 anni ed era un cittadino americano senza precedenti penali. Lavorava come infermiere di terapia intensiva. Le autorità federali lo hanno inizialmente descritto come un terrorista intenzionato a "massacrare" le forze dell’ordine. Tuttavia, i video analizzati dal quotidiano americano sembrano contraddire questa versione. Non mostrano Pretti estrarre l’arma, né indicano che gli agenti sapessero che fosse armato prima che fosse immobilizzato sul marciapiede.
Un agente gli aveva già sottratto la pistola quando altri due hanno aperto il fuoco, colpendolo alle spalle mentre era a terra. Almeno dieci colpi sono stati esplosi. Pretti aveva un regolare permesso per portare un’arma, come ha confermato il capo della polizia di Minneapolis, Brian O’Hara.
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