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28 gennaio, 2026Prima la conferenza al Sciences Po, poi la colazione all'Eliseo con il presidente francese. Presente anche la premier danese Frederiksen: "Tagliare le spese militari è stato un grande errore. Il 2035 potrebbe essere troppo tardi"
“Non cederemo, ma la mia gente ha paura”. A Parigi, Jens-Frederik Nielsen porta il clima di Nuuk. Il premier groenlandese si trova in Francia per incontrare Emmanuel Macron, uno dei leader europei e Nato che più di tutti ha voluto offrire supporto diretto all’Artico, a partire dall’invio di alcuni militari sull’isola. "Questo deve essere un risveglio strategico per tutta l'Europa'', ha detto il presidente francese.
Prima della colazione all’Eliseo, a cui partecipava anche la prima ministra danese Mette Frederiksen, Nielsen ha voluto fare un appello pubblico: “Abbiamo tanta pressione. Sono responsabile della Groenlandia e devo occuparmi del mio Paese. La gente è spaventata”, le sue parole durante la conferenza a Sciences Po Paris, con lo scrittore Giuliano Da Empoli. Che ha chiesto al premier groenlandese come si sentisse al centro del mondo, dopo una vita ai perimetri artici. La risposta, una promessa: “Non cederemo, ma dobbiamo prenderci cura della nostra popolazione. Immaginate un Paese che ha vissuto in pace, che è sempre stato fedele ai suoi alleati e ora devi fare tutto il possibile affinché i miei concittadini si sentano in sicurezza, non abbiano paura. Oggi il clima in Groenlandia non è buono. Avere buoni amici è importante”.
Sicurezza europea e riarmo
La tappa francese di Nielsen e della leader di Copenaghen si inserisce in una settimana diplomatica intensa, culminata con l’incontro all’Eliseo con Macron. Parigi ha scelto di esporsi in prima linea: il presidente francese ha annunciato l’apertura di un consolato a Nuuk e ha ribadito il sostegno alla sovranità danese e groenlandese, in un momento in cui l’Artico è diventato un fronte strategico. Dopo le dichiarazioni e le pressioni arrivate negli ultimi mesi dagli Stati Uniti, la visita punta a rafforzare quella rete di alleanze europee già emerse in queste settimane.
Proprio Frederiksen ha voluto legare il dossier Groenlandia al quadro più ampio della sicurezza europea. “L’ordine mondiale come l’abbiamo conosciuto è finito”, ha detto la premier danese. “Tagliare le spese militari è stato un grande errore”. Per Frederiksen, il riarmo dell’Europa non è più rinviabile: “Il 2035 potrebbe essere troppo tardi”. Pur ribadendo la centralità della Nato, la leader danese ha insistito sulla necessità che l’Europa sia “in grado di proteggersi da sola”, rafforzando i legami con partner “affidabili e amici”, dal Canada all’India, fino al continente africano.
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