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7 gennaio, 2026Washington ha chiesto a Caracas lo stop ai rapporti commerciali con Cina, Russia, Iran e Cuba e l'esclusiva sul petrolio. L'Ira del ministro degli Esteri cinese
In attesa di capire cosa sarà del Venezuela senza Nicolas Maduro, gli Stati Uniti sono già passati all’incasso visto che Caracas consegnerà a Washington tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio “di alta qualità”. L’annuncio è arrivato da Donald Trump sul suo social Truth: "Sono lieto di annunciare che le autorità di transizione in Venezuela consegneranno agli Stati Uniti d’America tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio di alta qualità, non soggetto a sanzioni – ha scritto il presidente Usa su Truth -. Questo petrolio sarà venduto al prezzo di mercato e il ricavato sarà gestito da me, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d’America, per garantire che venga utilizzato a beneficio del popolo venezuelano e degli Stati Uniti!”.
“Ho chiesto al segretario all’Energia Chris Wright di attuare immediatamente questo piano. Il petrolio sarà trasportato tramite navi cisterna e consegnato direttamente ai terminali di scarico negli Stati Uniti”, ha aggiunto.
Come scrive Abc News, prima dell’annuncio di Trump la Casa Bianca ha chiesto alla presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodriguez, di soddisfare alcune richieste ritenute imprescindibili: interrompere i legami economici con Cina, Russia, Iran e Cuba - espellendoli dal Paese - e accettare di collaborare esclusivamente con Washington nell’estrazione del petrolio.
Immediata la replica di Pechino, che ha definito “un tipico atto di bullismo” la presunta richiesta dell’amministrazione Trump. "Il Venezuela è un Paese sovrano e gode di piena e permanente autorità sulle sue risorse naturali e su tutte le attività economiche", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, durante un briefing a Pechino. "L'uso sconsiderato della forza contro il Venezuela da parte degli Stati Uniti e la richiesta che Caracas disponga delle proprie risorse petrolifere secondo il principio dell''America First' costituiscono un comportamento di bullismo, violano gravemente la sovranità internazionale e minano seriamente i diritti del popolo venezuelano. La Cina condanna fermamente tutto ciò", ha aggiunto Mao.
La condanna di Sánchez
Dopo la riunione dei cosiddetti “Volenterosi”, il gruppo di Paesi particolarmente attivi nel sostegno all’Ucraina contro l’invasore russo, Pedro Sánchez ha tenuto una conferenza stampa in cui ha criticato aspramente gli Stati Uniti. Innanzitutto per l’aggressione del Venezuela, il cui obiettivo “sembra essere cambiare il governo di un altro Paese per impossessarsi delle sue risorse naturali”. Un’operazione, ha detto, che ricorda alcune “invasioni mosse dalla sete di petrolio”.
Sempre con l’amministrazione Trump nel mirino, Sánchez ha definito inaccettabile “l’esplicita minaccia all’integrità territoriale di uno Stato europeo, come nel caso della Danimarca”. Le mire di Trump sulla Groenlandia costituiscono “un oltraggio” del quale la Spagna non può rendersi “complice”. E, ha affermato il presidente del governo spagnolo, “non resteremo in silenzio di fronte alle violazioni del diritto internazionale che si stanno verificando”.
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