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9 gennaio, 2026Il regime ha imposto il blocco della rete: oscura le immagini per "insabbiare le brutalità" ma non riesce a fermare le manifestazioni. Finora si contano almeno 45 morti. Trump minaccia ancora, Khamenei: "Si occupi dei problemi degli Usa"
Con il blackout di Internet il regime iraniano blocca le immagini, ma non riesce a fermare la manifestazioni che sono ormai arrivate al tredicesimo giorno e che si fanno sempre più imponenti. Migliaia di persone hanno risposto all’appello dell’ex principe ereditario in esilio Reza Pahlavi, il figlio dello scià cacciato nel 1979, che martedì prossimo “sarà a Mar-a-Lago”, come scrive su X l’influencer dell’estrema destra americana Laura Loomer, dove potrebbe incontrare Donald Trump.
È presto per dire se queste nuove proteste di massa saranno quelle che riusciranno a dare la spallata decisiva al regime teocratico iraniano. Quel che è certo, però, è che la Repubblica islamica ha paura. Come scrive la ong di monitoraggio della cybersicurezza NetBlocks, “le autorità hanno imposto un blackout nazionale di Internet nel tentativo di reprimere le proteste di massa e di insabbiare le segnalazioni di brutalità del regime”. Le violenze avrebbero finora causato almeno 45 morti e oltre 2.200 arresti.
Dai pochi brevi video che circolavano online prima dell’oscuramento della rete si vedevano i manifestanti - in migliaia - sfidare il regime, a Teheran e in altre città dell’Iran, con slogan contro la Repubblica islamica e gli ayatollah e con fiamme ad alcuni edifici, anche presidenziali. Secondo quanto riportato dall'Organizzazione Hengaw per i diritti umani, che cita i media statali iraniani, due ufficiali del regime iraniano sono stati uccisi durante le proteste nella città di Kermanshah, nell'Iran occidentale.
Le proteste, montate per la grave crisi economica e per il carovita, sono diventate subito politiche. E al fianco di donne e uomini che rivendicano maggiore libertà ora scendono in strada anche ampie fette della popolazione storicamente meno mobilitati. È il segno che la Repubblica islamica è arrivata al capolinea? Si capirà nei prossimi giorni e nelle prossime ore.
Teheran accusa gli “agenti terroristi” di Stati Uniti e Israele. Questa mattina, in un discorso alla nazione, la Guida suprema Ali Khamenei ha attaccato Trump, che “dovrebbe occuparsi dei problemi del suo Paese. Alcuni manifestanti stanno cercando di compiacere Trump distruggendo proprietà pubbliche. Trump "dovrebbe sapere - ha aggiunto Khamenei - che tutti i tiranni sono caduti quando erano al picco del loro potere". E ha sottolineato che Teheran "non cederà di un millimetro sui suoi principi". "Le mani degli Stati Uniti sono macchiate del sangue di oltre mille leader e innocenti cittadini iraniani".
Dal canto suo, il presidente Usa è tornato a minacciare un intervento se le autorità “cominceranno a uccidere i manifestanti”. "Ho fatto loro sapere che se cominceranno ad uccidere delle persone, cosa che hanno tendenza a fare durante le proteste, ne hanno molte, se lo faranno, li colpiremo molto fortemente”, ha sottolineando, aggiungendo che Khamenei starebbe “cercando un posto dove andare” perché “la situazione sta peggiorando molto”.
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