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10 febbraio, 2026Il presidente francese, in un'intervista a sette quotidiani europei, presenta la sua "dottrina economica europea" e rilancia sulla necessità di debito comune per finanziare investimenti in difesa e intelligenza artificiale
“L'Europa deve decidere se diventare una potenza. Se dovessimo rimanere un mercato aperto ai quattro venti, saremmo spazzati via”. È racchiuso tutto qui, in questa frase, il senso dell’intervista che Emmanuel Macron ha rilasciato a sette quotidiano europei, tra cui il Sole 24 Ore. È il tempo di un salto in avanti, per un’Unione che rischia di essere schiacciata dalla competizione globale tra grandi potenze. Ed è un appello che il presidente francese ha più volte lanciato in questi mesi e anni di grande caos.
“Rispetto al momento in cui sono stati pubblicati i rapporti scritti da Mario Draghi ed Enrico Letta, la Cina ha accelerato enormemente. Oggi ha un attivo con il resto del mondo di 1.000 miliardi di euro - spiega Macron -. L'Europa è nei fatti il fattore di aggiustamento del resto del mondo. La domanda è se siamo capaci di diventare una potenza, sul piano economico, finanziario, militare e anche a livello democratico”.
Poi passa alle ricette e agli elementi di quella che definisce la sua “dottrina economica europea” che proporrà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, in particolare "ad Anversa al vertice sull'industria europea e "al prevertice con riunione dei capi di stato e di governo dei 27 sulla competitività europea, giovedì in Belgio". Nell’intervista, Macron lancia un appello "a un debito comune Ue per finanziare difesa e intelligenza artificiale”.
Ecco quali sono, per il presidente francese, i “quattro obiettivi” per il rilancio europeo: "Prima di tutto - dice Macron - la semplificazione e il completamento del mercato unico. In secondo luogo, la diversificazione commerciale e il de-risking dalle dipendenze accumulate in questi anni. Si tratta - spiega - di ricostruire le capacità europee, per esempio promuovere l'internazionalizzazione del ruolo dell'euro, introducendo fra le altre cose l'euro digitale, o sviluppare stablecoins in euro". "In terzo luogo - continua - dobbiamo promuovere la preferenza europea. Penso alle clausole di salvaguardia nel settore siderurgico. Avere un contenuto europeo in settori europei, dall'auto alla chimica, dall'acciaio alla difesa". "Infine - conclude - dobbiamo investire nell'innovazione. Ci stiamo concentrando su semplificazione e diversificazione. Molti dimenticano la preferenza europea e la necessità di un investimento europeo”.
L’Europa è di fronte a un bivio anche perché, per Macron, le “minacce” e le “intimidazioni” commerciali da parte degli Stati Uniti “non sono finite”. ''Ci sono minacce e intimidazioni. E poi, all'improvviso, Washington fa marcia indietro. E pensiamo che sia finita. Ma non credeteci nemmeno per un secondo. Ogni giorno ci sono minacce ai prodotti farmaceutici, alla tecnologia digitale…". "Quando c'è un chiaro atto di aggressione - dice Macron - non dobbiamo fare marcia indietro o cercare di raggiungere un accordo". "Abbiamo provato questa strategia per mesi; non funziona. Ma soprattutto, porta strategicamente l'Europa ad aumentare la sua dipendenza".
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