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11 febbraio, 2026Dalle esercitazioni militari al rafforzamento dei contingenti in Norvegia e al coordinamento con l'Unione europea. L'alleanza atlantica accelera sulla sicurezza nell'Artico. Così si riscrive la partita delle priorità strategiche occidentali
Via alla “Sentinella Artica”. La Nato lancia l’operazione Arctic Sentry, segnando un nuovo passo nella crescente attenzione dell’Alleanza verso l’Artico e l’estremo Nord, due aree sempre più centrali negli equilibri geopolitici globali. Secondo il comandante supremo alleato in Europa, Alexus Grynkewich, l’iniziativa "sottolinea l’impegno dell’Alleanza a salvaguardare i propri membri e a mantenere la stabilità in una delle regioni più strategiche e ambientalmente difficili del mondo". L’obiettivo? Sfruttare la forza collettiva della Nato per proteggere il territorio alleato e garantire che l’Artico resti un’area sicura.
L’operazione arriva dopo l’incontro di Davos tra il presidente americano Donald Trump e il segretario generale Mark Rutte, durante il quale è emersa la volontà di assumere una responsabilità più condivisa nella difesa della regione, alla luce dell’intensificarsi delle attività militari russe e del crescente interesse cinese.
Arctic Sentry non è un’iniziativa isolata, ma un contenitore che coordina diverse operazioni ed esercitazioni: dalla Arctic Endurance guidata dalla Danimarca, focalizzata su scenari multidominio, all’operazione La Fayette della Francia, pensata per testare i piani regionali e proiettare forza militare, fino alla Cold Response norvegese, che vede già l’arrivo di truppe da vari Paesi alleati. Il messaggio è quello di una presenza integrata e permanente.
Accanto alla Nato si muove anche l’Unione europea. L’Alta rappresentante Kaja Kallas ha chiarito che la nuova strategia Ue per l’Artico includerà una dimensione di sicurezza, senza però distogliere l’attenzione dall’Ucraina, poiché "la minaccia più calda" resta l’aggressione russa. I rischi nell’Artico, ha spiegato, dipendono sia dal cambiamento climatico sia dall’evoluzione della guerra.
Anche il Regno Unito rafforza la sua presenza al Nord: Londra raddoppierà il contingente in Norvegia, portando i soldati da mille a duemila entro tre anni. Il ministro della Difesa John Healey ha parlato di un ruolo «vitale» delle forze britanniche nella missione.
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