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12 febbraio, 2026Per rispondere alle minacce delle grandi potenze, i 27 capi di Stato sono riuniti in Belgio. Partecipano anche Draghi e Letta
Trovare le soluzioni per competere come Europa nei mercati globali senza soccombere a Cina e Stati Uniti. Questo il senso del vertice informale dei 27 nel castello di Alden Biesen, poco lontano da Maastricht, in Belgio. Il senso di urgenza è tangibile: l’Unione non si può più permettere i vecchi salamelecchi a 27. La Cina da un lato minaccia di mettere fuori gioco gran parte delle imprese del Vecchio continente mentre gli Usa non si fanno scrupoli a ricattare gli (ex) alleati per ottenere quello che vogliono sul piano commerciale e politico. Non resta che reagire: questo il punto di convergenza dei 27. Sul come permangono le divergenze.
«La sfida è capire se l'Unione europea può dare risposte concrete, efficaci, immediate sui temi della competitività, perché non c'è più tempo da perdere se vuole tornare a pensare in grande come noi speriamo», ha detto la premier Giorgia Meloni durante il punto stampa prima del vertice.
L’incontro di oggi non offrirà soluzioni immediate: è invece un giro di tavolo per trovare soluzioni più condivise possibili che possano essere normate dalla Commissione il mese prossimo e diventare strumenti entro l’estate. Cruciale sarà il vertice ufficiale del 19-20 marzo a Bruxelles dal quale ci si aspettano decisioni concrete fondate sugli input di oggi. E se una soluzione a 27 non sarà possibile, bloccata, come spesso accade, da Ungheria, Slovacchia e Bulgaria, la strada per implementare cooperazioni rafforzate è ormai sdoganata, come ha ribadito il presidente francese Emmanuel Macron alla stampa prima di entrare in riunione.
Macron si è presentato ai giornalisti in tandem con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, parlando a turno, l’uno in tedesco e l’altro in francese, a dimostrazione che il motore franco-tedesco rimane fondamentale per fare avanzare l’Europa, nonostante le più strette relazioni tra Italia e Germania. «Dobbiamo agire insieme, accelerare. La pressione cinese e le tariffe Usa richiedono una reazione, una a breve , per mettere in opera quello su cui siamo d’accordo», ha detto Macron: «Semplificazione delle regole europee, riduzione del costo dell’energia, accordo franco-tedesco sul mercato dei capitali e poi diversificare e in certi settori difendere la preferenza europea; infine continuare a finanziare l’innovazione con denaro pubblico e privato. Dobbiamo andare di corsa. E se non avanziamo a 27 allora faremo cooperazioni rafforzate per andare più lontano».
Meloni ha insistito sulla necessità di rivedere la politica degli ETS, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO2. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha invece sottolineato la necessità di unificare il mercato dei capitali, proteggere le imprese dalla concorrenza sleale e offrire loro gli investimenti necessari per affrontare il mercato globale. Sul tavolo l’idea della creazione di un 28esimo regime, ovvero una regolamentazione europea e non più nazionale facoltativa per le imprese, soprattutto le PMI, così da permettere loro di operare immediatamente in 27 Paesi, senza essere penalizzate dalle diverse legislazioni degli Stati. Come avviene negli Usa.
Prima dell’incontro informale a cui partecipano in mattinata Mario Draghi e nel pomeriggio Enrico Letta in virtù dei loro rapporti sulla competitività, Meloni, Merz e il primo ministro belga Bart de Wever hanno ospitato l'incontro inaugurale di un nuovo gruppo di lavoro informale dedicato temi della competitività europea. Insieme a Italia, Germania, Belgio e Commissione europea, vi hanno preso parte Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Svezia e Ungheria.
«La discussione dei leader si è concentrata sulle tre priorità delineate nel documento predisposto da Italia, Germania e Belgio: completamento del mercato unico, semplificazione regolatoria e riduzione dei prezzi dell'energia; politica commerciale ambiziosa e pragmatica", spiega una nota di Palazzo Chigi.
«Oggi sarà una giornata di riflessione in cui troveremo un compromesso tra la voce tedesca e quella francese», ha detto il belga de Wever: «Il Belgio le comprende entrambi e trova il compromesso lì dove sembra impossibile».
Come sempre in posizione contrapposta a quella comune europea, è invece il premier ungherese Viktor Orban: «Per aumentare la competitività basta fermare la guerra che non fa bene al business, non inviare soldi all’Ucraina e ridurre i prezzi dell’energia», ha detto prima fare il suo ingresso nel castello.
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