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13 febbraio, 2026Distrutti circa 290 impianti sportivi tra Gaza e Cisgiordania, tra stadi, campi da calcio, palestre e sedi di club. L'appello di Jibril Rayoub da Montecitorio
I riflettori sulle Olimpiadi di Milano-Cortina sono accesi, ma in Palestina le persone continuano a morire. Non fanno eccezione gli atleti. A denunciarlo è proprio il Comitato olimpico palestinese, che oggi alla Camera ha presentato i dati che fotografano l’impatto di tre anni di guerra sulla popolazione sportiva palestinese.
Sono 684 gli sportivi uccisi in Palestina dall'ottobre 2023. Tra le vittime ci sono 178 ragazzi tra i sei e i vent'anni. Distrutti circa 290 impianti sportivi tra Gaza e Cisgiordania, tra stadi, campi da calcio, palestre e sedi di club.
Quasi impossibile, così, praticare qualsiasi pratica sportiva, denuncia il Comitato.
L’occasione per presentare i dati è la consegna della panchina d'oro per mano del presidente Aiac e direttore scuola allenatori Figc Renzo Ulivieri al commissario tecnico di calcio della Palestina Ihab Abu Jazar e il presidente del Comitato Olimpico Palestinese Jibril Rayoub. Presenti anche l'ambasciatrice di Palestina Mona Abuamara e il deputato del Partito Democratico ed ex commissario tecnico della nazionale di pallavolo, Mauro Berruto.
Si tratta di 34 federazioni e istituzioni sportive colpite. Prima tra tutte, la Federcalcio palestinese che conta 367 morti tra arbitri, allenatori, giocatori, presidenti di club e dirigenti. Seguono l'Associazione Scout Palestinese con 54 vittime e la Federazione Karate con 31.
"La comunità internazionale mostri il cartellino rosso a Israele", ha detto con una metafora Jibril Rayoub, presidente del Comitato olimpico palestinese e della Federcalcio palestinese. "Scommetto sulla democrazia italiana affinché stiano dalla parte giusta, supportando tutte le persone nel mondo per la pratica dello sport - ha aggiunto -. Oggi le violazioni della carta olimpica nei nostri confronti sono evidenti, a cominciare dalla distruzione di tutti gli impianti sportivi a Gaza, poi sono stati presi di mira gli atleti palestinesi e proibite le manifestazioni sportive su tutto il territorio. Ci hanno paralizzato. Viviamo isolati, come in tanti piccoli campi di concentramento".
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