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13 febbraio, 2026La Casa Bianca cancella le leggi sul clima volute da Obama. Il presidente Usa promette di far risparmiare milioni di dollari alle aziende Usa
Un ulteriore passo indietro degli Stati Uniti nella lotta al cambiamento climatico. Donald Trump ha infatti annunciato giovedì 12 febbraio la cancellazione della determinazione scientifica, la cosiddetta "endangerment finding", con cui si stabiliva che i gas serra rappresentassero una minaccia per la vita dell'uomo sulla terra. Una mossa che allontana l'amministrazione dal tracciato legislativo di Barack Obama - che durante i propri mandati aveva voluto un pacchetto di leggi per la lotta al cambiamento climatico - e che rischia di far compiere a Washington enormi passi indietro in tema di sostenibilità.
No limiti alle emissioni di carbonio
La mossa di Trump avrebbe l'obiettivo di rimuovere il limite alle emissioni di Co2, metano e altri gas che - secondo gli scienziati - sarebbero responsabili dell'aumento delle temperature e degli eventi climatici estremi. La scelta di Trump non arriva dal nulla, considerando che l'inquilino della Casa Bianca ha sempre considerato il cambiamento climatico nient'altro che una bufala, una "fake news".
Il piano di Trump eliminerebbe tutti i limiti sui gas serra prodotti dai veicoli a motore (i trasporti sono la più grande fonte di Co2 negli Usa), mentre resterebbero in vigore restrizioni su altri inquinanti, come ossidi di azoto e benzene.
Un passo indietro di decenni
Oltre ad accantonare le leggi volute da Obama, questa scelta di Trump rischia di catapultare l'America indietro di decenni. Il primo presidente che si è adoperato concretamente per il clima fu Richard Nixon - in carica dal 1969 al 1974 - che adottò le prime misure anche spinto dalla pressione popolare sul tema.
Dopo di lui, George Bush fu il primo presidente a firmare un trattato internazionale sul clima: il protocollo di Kyoto nel 2001.
Una "crociata ideologica"
Secondo Donald Trump, quella sul clima non sarebbe altro che una "crociata ideologica" combattuta dai democratici. La battaglia per la tutela dell'ambiente avrebbe un solo esito: indebolire le aziende americane, in particolare quelle automobilistiche. Il tycoon ha infatti promesso agli imprenditori che il suo cambia di marcia farà risparmiare loro milioni di dollari.
La messa in discussione della scienza
La strategia di Trump non è soltanto pericolosa per la sicurezza dei cittadini, ma costituisce anche uno schiaffo a molte teorie scientifiche e anni di studi da parte di centinaia di scienziati in tutto il mondo. Secondo la Casa Bianca gli studiosi dell'Epa (Environmental prtection agency) non sarebbero altro che degli "stupidi", come lui stesso ha affermato e come riporta il New York Times.
Le conseguenze
Già oggi, gli Stati Uniti sono il secondo Paese dopo la Cina per emissioni di gas serra nell'atmosfera, ma in base a quanto riportato dal New York Times - che riprende la ricerca dell'Environmental defense fund - con questa abrogazione potrebbero emettere 18 miliardi di tonnellate in più da qui al 2055. Questo inquinamento aggiuntivo potrebbe condurre a 58 mila morti premature e 37 milioni di attacchi d'asma, sempre da qui al 2055.
La questione Co2
Un buon esempio di negazionismo dell'amministrazione Trump sono le dichiarazioni rilasciate dal segretario degli Interni Doug Burgum a Fox Business mercoledì 11 febbraio. "La Co2 non è mai stata inquinante - ha detto -. Quando respiriamo emettiamo Co2, le piante hanno bisogno di Co2 per sopravvivere e crescere". Peccato che la maggior parte degli scienziati siano d'accordo nel sostenere che il livello eccezionalmente alto di anidride carbonica dell'atmosfera minacci la salute umana e del pianeta.
Le preoccupazioni Obama
Obama sui social si è fatto portavoce di tutti coloro che considerano la mossa di Trump inaccettabile. "Saremo meno sicuri, meno sani e meno capaci di combattere il cambiamento climatico, tutto solo perché l'industria dei combustibili fossili possa fare ancora più soldi", ha scritto. Anche un altro dei maggiori oppositori di Trump, il governatore della California Gavin Newsom, ha espresso il proprio dissenso. "Se questa decisione sconsiderata dovesse supreare l'iter legislativo, ci sarnno più incendi mortali, decessi per caldo estremo, più inondazioni e siccità e maggiori minacce al tutte le comunità del mondo" e ha aggiunto: "La California farà causa per contestare questa azione legale".
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