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14 febbraio, 2026Sullo stesso palco della Conferenza di Monaco dove nel 2025 il vicepresidente Usa pronunciò un durissimo discorso contro il Vecchio Continente, il segretario di Stato tende invece la mano: "Vogliamo alleati forti, che non siano incatenati dalla vergogna e dalla paura"
L’edizione 2025 della Conferenza sulla sicurezza di Monaco è quella ricordata per il J’accuse di JD Vance: le sue dure critiche all’Europa inauguravano un nuovo capitolo nei rapporti transatlantici, uno spartiacque - confermato nell’ultimo anno di presidenza Trump - per una storia, quella euroatlantica, che fin qui camminava insieme. A un anno di distanza, sempre da quel palco, sono i leader europei a sferzare il Vecchio Continente e a denunciare come - parola del cancelliere tedesco Friedrich Merz - tra Europa e Stati Uniti si sia aperto “un divario”.
Poi è arrivato il segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha parlato all’indomani dei duri discorsi di Merz e di Emmanuel Macron. Il capo della diplomazia, un po’ a sorpresa, tende invece la mano all’Europa. Non vogliamo separarci - ha garantito - e “non vogliamo che l'Europa sia debole, altrimenti anche gli Usa saranno più deboli, vogliamo alleati forti, che non siano incatenati dalla vergogna e dalla paura, la paura del clima, la paura della guerra - ha proseguito Rubio -. Vogliamo che l'Europa sia più forte e più capace di difendere se stessa perché a nessun avversario venga in mente di mettere alla prova la nostra difesa collettiva. Vogliamo che l'Europa sia fiera della sua cultura e della sua eredità”.
Tra le due sponde dell’Atlantico, ha rimarcato, c'è "un legame indistruttibile" perché "costituiscono un'unica civiltà, quella occidentale”. "L'America sarà sempre figlia dell'Europa", ha detto ancora il segretario di Stato Usao, che ha esortato gli alleati a costruire insieme "un nuovo secolo occidentale". "È questa la direzione della nuova presidenza Trump”.
Nel mezzo degli stravolgimenti geopolitici che ha portato Trump, con una Nato messa in discussione dallo stesso presidente degli Stati Uniti, dal palco di Monaco Rubio garantisce invece che Washington “non cerca di dividere, ma di rivitalizzare una antica amicizia”. E ancora: “Noi americani a volte possiamo sembrare un po' diretti e bruschi nei nostri consigli. Il motivo, amici miei, è perché ci teniamo profondamente - ha detto -. Ci sta profondamente a cuore il vostro futuro e il nostro, e se a volte non siamo d'accordo, i nostri disaccordi derivano dal nostro profondo senso di preoccupazione per un'Europa con cui siamo legati, non solo economicamente, non solo militarmente, siamo legati spiritualmente e culturalmente", ha sottolineato il segretario di Stato Usa. “Sappiamo che il destino dell'Europa non sarà mai irrilevante per la nostra sicurezza nazionale" e ha quindi menzionato un lungo elenco a testimonianza della "grandezza" del passato e delle "meraviglie" del futuro: da Dante a Shakespeare, poi Michelangelo, Da Vinci, i Beatles e i Rolling Stone e la Cappella Sistina.
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