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17 febbraio, 2026Articoli correlati
Candidato bis alla Casa Bianca e fondatore della Coalizione arcobaleno: ecco chi era il reverendo che fece sognare l'America
La lotta per i diritti civili, la marcia con Martin Luther King, due candidature alla Casa Bianca e l’opera di negoziazione internazionale. Il reverendo Jesse Jackson è morto all'età di 84 anni. A renderlo noto è la sua famiglia. "Nostro padre era un leader al servizio della comunità, non solo della nostra famiglia, ma anche degli oppressi, dei senza voce e degli emarginati in tutto il mondo", ha dichiarato la famiglia Jackson in una nota. Il reverendo e ministro battista, nato nella Carolina del Sud, a Greenville, divenne noto all’America e al mondo come leader dei diritti civili.
Due tentativi di scalata alla Casa Bianca falliti: quello nel 1984 e quello nel 1988, in piena era Reagan. Fu il secondo afro-americano a portare avanti una campagna nazionale come presidente degli Stati Uniti. Ma la sua carriera politica inizia ben prima.
Fin dal 1965 fu a fianco di Martin Luther King per le marce di Selma contro la resistenza del governo alla registrazione al voto degli afroamericani. Inclusa la "Bloody sunday", la domenica di sangue che segnò la storia del movimento. Pochi mesi dopo, il 6 agosto 1965 il presidente Lyndon Johnson promulgò infatti il "Voting rights act", la legge sul diritto di voto dei neri.
Nel 1984, durante la sua prima campagna presidenziale, fondò la Rainbow Coalition, l’organizzazione politica nata con l’obiettivo di unire l’America multietnica e multiculturale in un movimento che rappresentasse tutti, giovani, donne e comunità Lgbtq+ inclusi.
Il discorso di insediamento della coalizione alla convention nazionale dei democratici passò alla storia. “Questa campagna mi ha insegnato molto - spiegava Jackson -, che i leader devono essere abbastanza duri da combattere, abbastanza teneri da piangere, abbastanza umani da commettere errori, abbastanza umili da ammetterli, abbastanza forti da assorbire il dolore e abbastanza resilienti da rialzarsi e continuare ad andare avanti.”
Quella di Jackson era un’America imperfetta, multicolore. Appunto, arcobaleno. "L'America non è come una coperta: un unico pezzo di stoffa intatta, dello stesso colore, della stessa consistenza, della stessa dimensione. L'America è più simile a una trapunta: molte toppe, molti pezzi, molti colori, molte dimensioni, tutti intrecciati e tenuti insieme da un filo comune. Il bianco, l'ispanico, il nero, l'arabo, l'ebreo, la donna, il nativo americano, il piccolo agricoltore, l'imprenditore, l'ambientalista, l'attivista per la pace, il giovane, il vecchio, la lesbica, il gay e il disabile compongono la trapunta americana".
L’invito del reverendo Jackson era a continuare a sognare, a credere che un’America e un mondo migliore fosse possibile. "Nessuno dovrebbe negoziare i propri sogni. I sogni devono essere liberi di volare alto. Nessun governo, nessun parlamento ha il diritto di limitare i tuoi sogni. Non dovresti mai acconsentire ad abbandonare i tuoi sogni”.
E ancora: “Giovane America, sogna. Scegli la razza umana invece della razza nucleare. Seppellisci le armi e non bruciare le persone. Sogna, sogna un nuovo sistema di valori. Insegnanti che insegnino per la vita e non solo per vivere; insegnano perché non possono farne a meno. Sogna avvocati più preoccupati della giustizia che della carica di giudice. Sogna medici più preoccupati della salute pubblica che della ricchezza personale. Sogna predicatori e preti che profetizzino e non si limitino a profittare. Predica e sogna!".
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