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17 febbraio, 2026Nel 2015 firmava una lettera insieme ad altri ricercatori di intelligenza artificiale contro la creazione di "nuovi strumenti per uccidere persone". Oggi, secondo Bloomberg, starebbe partecipando a un concorso segreto del Dipartimento di stato americano
Ronzano come un’idea bellica, ma nei piani di Elon Musk potrebbero essere già in cielo: centinaia di droni da controllare con la voce. Il proprietario di SpaceX e xAI, da poco fusi in un’unica società, sembra voler aprire a una nuova stagione, cioè mettere la sua tecnologia a disposizione della guerra. Secondo Bloomberg, le sue aziende sarebbero tra le poche selezionate per partecipare a un concorso “segreto” lanciato dal Pentagono, con un premio da 100 milioni di dollari e una durata di sei mesi. L’obiettivo è sviluppare uno sciame autonomo capace di tradurre comandi vocali in istruzioni digitali e dirigere più droni verso un unico target.
l'idea bellica di Musk
Coordinare più velivoli è già possibile. Farlo con la voce, in modo integrato e su larga scala in ambito bellico, sarebbe un altro salto rispetto alla carriera di Musk. Che nel 2015 firmava una lettera aperta insieme ad altri ricercatori di intelligenza artificiale per chiedere il bando globale delle “armi autonome offensive”, contro la creazione di “nuovi strumenti per uccidere persone”. Oggi le sue aziende competono per una tecnologia che, se realizzata, potrebbe ridefinire la guerra aerea tattica: meno piloti, più algoritmi.
Il Pentagono ha avviato negli ultimi anni una strategia per accelerare lo sviluppo e il dispiegamento dei droni, in modo da ridurre la burocrazia e rafforzarne la produzione domestica. In parallelo, OpenAI, Google, Anthropic e la stessa xAI hanno già ottenuto contratti fino a 200 milioni di dollari per portare capacità avanzate di IA dentro il Dipartimento della Difesa.
la fusione di spacex e xai
Sarebbe il primo affondo di Musk dopo una mossa industriale. Vale a dire la recente acquisizione di xAI da parte di SpaceX, in cui si sono fusi il contractor spaziale e della difesa con la startup di intelligenza artificiale del plurimiliardario, in vista anche di una futura quotazione. Prima razzi, satelliti e chatbot, ora sciami di droni. Se un tempo la promessa era portare l’umanità su Marte, oggi la sua sfida potrebbe essere insegnare a una costellazione di macchine a capire la voce umana. E, forse, a spegnerla.
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