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18 febbraio, 2026Dopo la morte del militante ultranazionalista, alcuni membri del partito di Mélenchon sono stati accusati di aver partecipato all'aggressione di Lione. Il coordinatore del partito, Manuel Bompard: "Tutti i militanti sono al sicuro"
Aumentano le tensioni in Francia dopo la morte a Lione di Quentin Deranque e gli arresti di alcuni membri di Jeune Garde Antifasciste, vicina a La France Insoumise (Lfi). Proprio la sede di Parigi del partito di Jean-Luc Mélenchon, nel 10° arrondissement di Parigi, è stata evacuata nella mattina di oggi - 18 febbraio - a causa di un allarme bomba. A renderlo noto è stato il coordinatore del partito, Manuel Bompard, con un messaggio pubblicato su X: “Il quartier generale de Lfi è stato evacuato dopo un allarme bomba. L’intero staff e i militanti sono al sicuro”.
L’episodio si inserisce in un clima di forte tensione politica in Francia dopo la morte del 23 enne militante ultranazionalista Quentin Deranque, aggredito il 12 febbraio a Lione a margine di una conferenza dell’eurodeputata di Lfi Rima Hassan e deceduto due giorni dopo in ospedale. Per il pestaggio sono finiti sotto accusa alcuni membri della Jeune Garde Antifasciste, gruppo di estrema sinistra presente all’evento e ritenuto vicino agli ambienti della sinistra radicale.
Secondo le ultime informazioni, sono saliti a undici i fermi per l’aggressione mortale. Tra questi ci sono due collaboratori del deputato melenchoniano Raphaël Arnault, a sua volta già condannato per avere aggredito nel 2021 un 18enne di estrema destra. Alcuni degli arrestati sono sospettati di omicidio volontario.
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