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18 febbraio, 2026Arrestato anche un assistente di un deputato del partito di Mélenchon. Secondo FdI almeno uno degli indagati sarebbe stato a Roma al seguito di Arnault, premiato dall'esponente di Avs Amedeo Ciaccheri. Bonelli in Aula denuncia le minacce
Si chiamava Quentin Deranque il giovane militante nazionalista aggredito e ucciso durante un pestaggio a Lione. I fatti risalgono allo scorso 12 febbraio. A una settimana di distanza, la conta degli arresti arriva a undici e il rimpallo di responsabilità politiche attraversa le Alpi e arriva fino in Italia. Fino a Roma, in casa Alleanza verdi e sinistra.
Un passo indietro. Giovedì scorso, a margine di una conferenza dell'eurodeputata di La France Insoumise Rima Hassan organizzata nella facoltà di Sciences Po, scoppiano degli scontri. In mezzo, c’è anche il 23enne Quentin Deranque. È tra i contestatori. Viene gettato a terra e picchiato da "almeno sei individui" mascherati e con il passamontagna. Raggiunto dai soccorritori, il 23enne presenta "soprattutto lesioni alla testa", fra le quali "un grave trauma cranico". Morirà due giorni dopo.
Tra gli arrestati ci sono Jacques-Elie Favrot - assistente parlamentare di Raphael Arnault, deputato del partito della sinistra radicale La France Insoumise -, Adrian B., membro del movimento Jeune Garde, e una coppia fermata questa mattina. Ad annunciarlo, il procuratore di Lione, Thierry Dran.
Indagini in corso, dinamica da chiarire. Nel frattempo, si moltiplicano le prese di posizione politiche. Il leader di Lfi Jean-Luc Mélenchon ha parlato di "un atto che disonora". Una goccia in un mare di attacchi politici e dita puntate. Il presidente del Rassemblement National Jordan Bardella attacca invece Melenchon accusandolo di aver "aperto le porte dell'Assemblea Nazionale a presunti assassini, ha una responsabilità morale e politica immensa".
Il primo ministro stesso, Sébastien Lecornu, ha chiesto a Lfi di "fare pulizia" nelle sue "idee" e tra i suoi "ranghi". L'ex presidente della repubblica francese ed ex socialista François Hollande, ha chiuso in modo definitivo ogni alleanza alle presidenziali 2027 fra i socialisti e La France Insoumise. Per Hollande, "Lfi è venuta meno ai suo impegni. Io - ha aggiunto - ritengo che il rapporto con Lfi sia chiuso, è finito".
Tensioni politiche che arrivano fino in Italia. Stamani alla Camera scatta il minuto di silenzio per la morte di Deranque, non senza scintille. Il senatore di Fratelli d’Italia Andrea de Priamo riferisce della presenza a Roma nell'ottobre del 2024 di militanti francesi in occasione della quale il Presidente del Municipio VIII - ed esponente di Avs - Amedeo Ciaccheri abbia premiato il deputato estremista francese Rafael Arnault, fondatore della ora disciolta organizzazione "Jeune garde antifasciste" forse in presenza di almeno una persona coinvolta nelle indagini per l'omicidio del giovane Quentin”. Legami stretti tra estrema sinistra francese e italiana e possibili cooperazioni tra zone grigie dell’estremismo politico. De Priamo annuncia che già dalle prossime ore presenterà una interrogazione in Senato “per chiedere al ministro dell'Interno notizie su contiguità tra estremisti assassini francesi e gruppi italiani, e se vi sia un collante tra realtà organizzate della sinistra radicale che operano secondo una violenza strategica e sistematica”.
Al Viminale arriva un’interrogazione anche dai deputati di Fratelli d'Italia Fabio Roscani, presidente di Gioventù Nazionale e deputato meloniano, e Marco Perissa, coordinatore romano del partito. Con loro, anche il capodelegazione di FdI all'Eurocamera Carlo Fidanza e l'europarlamentare Nicola Procaccini parlano di "fatti inquietanti che confermano la presenza di un'organizzazione internazionale violenta di estrema sinistra". "Esattamente come è accaduto per i pestaggi dei ragazzi di Gioventù Nazionale in coincidenza con l'anniversario di Acca Laurentia, che solo per una casualità non hanno portato a una tragedia mortale come avvenuto in Francia".
Nel frattempo, l’ufficio stampa di Avs respinge “ogni strumentale tentativo della destra” di associare il movimento ai fatti di Lione. “Diffidiamo chiunque a insistere con questa campagna diffamatoria. Abbiamo dato mandato ai nostri legali di porre in atto nelle opportune sedi giudiziarie ogni atto a tutela dell'onorabilità e dell'immagine di Alleanza Verdi Sinistra nei confronti di chi sta cercando di associarci a questa terribile vicenda".
"Gravissimo leggere di leader di partito che mettono il simbolo di Avs sopra l'immagine dell'efferato omicidio di Quentin" e "mi riferisco anche al ministro Salvini - ha attaccato invece Angelo Bonelli -. Rischiamo di diventare bersagli, noi ci sentiamo bersagli. In questi giorni io e Fratoianni abbiamo ricevuto gravissime minacce, tutte denunciate alla polizia". Lo ha detto il leader di Avs Angelo Bonelli mostrando in Aula le carte: "Questa è una lettera che mi è stata recapitata" con "l'immagine di mia moglie e mia figlia" e "l'indirizzo di casa", "minacce gravissime di morte col machete, mi tagliano la testa". "Questa - ha aggiunto mostrando un altro foglio - è arrivata pochi giorni fa, legata agli scontri di Torino, 'prenderemo a martellate i vostri figli, vi spareremo in testa'. "Questa è arrivata a mia sorella - ha continuato il deputato verde -. 'Quel lurido maiale di tuo fratello, lo appenderemo a piazza Maggiore a Bologna a testa in giù e gli staccheremo quella testa di merda".
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