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19 febbraio, 2026Reazioni a catena per l'asse ad alta tensione tra Washington e Teheran. Il premier polacco Tusk invita i propri concittadini a lasciare "immediatamente" la Repubblica islamica
In caso di attacco a Israele, l'Iran riceverà una risposta che "non può nemmeno immaginare". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu che sottolinea che lo Stato ebraico reagirà con la massima forza a qualsiasi aggressione, diretta o indiretta. Le parole del premier arrivano dopo che Teheran, per bocca del presidente del Parlamento Mohammad Baqer Qalibaf, ha più volte avvertito il presidente americano Donald Trump che un eventuale attacco degli Stati Uniti contro l'Iran porterebbe a una rappresaglia contro Israele e contro le basi militari statunitensi nella regione, definite "obiettivi legittimi". La dichiarazione di Netanyahu è un messaggio: Israele non accetterà di essere coinvolto come bersaglio di ritorsioni in uno scontro tra Washington e Teheran.
Nel frattempo, il rischio di escalation militare spaventa i leader mondiali. Il primo ministro polacco Donald Tusk, ha invitato i concittadini che si trovino in Iran a lasciare "immediatamente" il Paese, a fronte della possibilità di attacchi da parte degli Usa. Un messaggio che parla della possibilità “molto reale” di un conflitto che si potrebbe aprire già dalle prossime ore. "Chiedo a tutte e a tutti coloro che si trovano ancora in Iran di andare via immediatamente", ha dichiarato Tusk a giornalisti.
Dalla sua, l’Unione europea, tramite il portavoce della Commissione Ue per gli Affari esteri Anouar El Anouni, parla di un accordo sul nucleare che può ancora “essere raggiunto attraverso la diplomazia, ma l'Iran deve dimostrare serietà". Anche secondo Bruxelles il rischio escalation è reale e potrebbe “avere pesanti conseguenze sulla stabilità della Regione. Bisogna dare una chance alla diplomazia: tutte le parti in causa dovrebbero astenersi dal compiere azioni che potrebbero portare a un'escalation", ha aggiunto.
Nel frattempo, le borse europee tremano e proseguono in calo. L'ipotesi di un intervento americano spinge il prezzo del petrolio e del gas e appesantisce il mercato azionario. Nel frattempo, si è conclusa l'esercitazione navale congiunta tra la Marina della Repubblica islamica e quella della Russia nel mare dell'Oman si è ufficialmente conclusa. A riferirlo è l'agenzia iraniana Mehr che spiega come l'esercitazione sia stata pianificata molto prima che emergessero le tensioni tra Teheran e Washington.
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