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19 febbraio, 2026Trump sarebbe pronto ad avviare un'azione militare contro il programma nucleare di Teheran. Anche Israele ha intensificato le operazioni per un attacco congiunto
Gli Stati Uniti hanno ormai messo in campo le condizioni operative per colpire l’Iran “anche già questo weekend”. È quanto riporta il New York Times, secondo cui il rapido rafforzamento del dispositivo militare americano in Medio Oriente offre a Donald Trump l’opzione concreta di un’azione contro il programma nucleare iraniano, i siti missilistici e le relative infrastrutture. La Casa Bianca non ha confermato né smentito l’indiscrezione, ma il dispiegamento prosegue in parallelo ai colloqui indiretti tra Washington e Teheran.
Secondo il quotidiano statunitense, nel teatro mediorientale sono stati inviati due gruppi d’attacco portaerei - tra cui la Uss Gerald R. Ford, in navigazione verso l’area per fare da scudo a Israele - oltre a decine di caccia aggiuntivi, rifornitori in volo e sistemi di difesa antimissile Patriot e Thaad. Si tratta del più massiccio dispiegamento di forze militari dall'invasione dell'Iraq nel 2003. L’obiettivo sarebbe garantire sia la capacità offensiva sia la protezione delle basi e dei circa 30-40 mila militari americani presenti nella regione, in previsione di possibili ritorsioni iraniane. Israele, riferisce il Times, avrebbe a sua volta intensificato le preparazioni per un eventuale attacco congiunto.
Tutto resta in bilico sull’asse Teheran-Washington. Trump ha ribadito che la “diplomazia è sempre la prima opzione”, ma continua a chiedere all’Iran di rinunciare all’arricchimento dell’uranio. I negoziati indiretti avviati a Ginevra avrebbero prodotto solo principi generali, con “grandi divari” ancora aperti tra le parti, ha detto JD Vance. Un’operazione militare, osserva il giornale, comporterebbe rischi significativi: dall’eventualità di una massiccia risposta missilistica contro Israele e le forze statunitensi, fino alla prospettiva di un conflitto più ampio e prolungato.
Già nei giorni scorsi erano infatti emerse indiscrezioni su una possibile campagna “massiccia” contro obiettivi iraniani, con una probabilità stimata attorno al 90 per cento nelle prossime settimane. Il rafforzamento militare descritto dal New York Times sembra poter tradurre quell’ipotesi in uno scenario più plausibile.
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