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20 febbraio, 2026Articoli correlati
Le borse europee chiudono in rialzo: i primi segnali del disgelo commerciale. L'opposizione lancia l'affondo alla premier: "Ora Meloni non potrà restare in silenzio"
La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di bocciare i dazi voluti dal presidente Donald Trump - con una maggioranza di sei giudici contro tre - scuote la politica americana, europea e i mercati internazionali. Il capo della Casa Bianca non ha nascosto la propria irritazione, definendo la sentenza una "vergogna" e, secondo quanto riporta Cnn, assicurando di avere già pronto un piano di riserva.
Le reazioni non si sono fatte attendere. L'ex braccio destro Mike Pence, vicepresidente della prima amministrazione Trump, accoglie con favore la decisione della Corte Suprema sui dazi. "Ha ribadito che la Costituzione conferisce al Congresso, non al presidente, il potere di imporre tasse - ha dichiarato in una nota -. Con questa decisione, le famiglie e le imprese americane possono tirare un sospiro di sollievo".
In Italia, la sentenza diventa terreno di scontro politico. "La Corte Suprema applicando la Costituzione, ha dimostrato che ogni potere incontra un limite - commenta Elly Schlein, segretaria del Pd -. Le politiche commerciali di Trump, dannose a livello globale e anche in Italia, sono state messe fuori dalla legalità pure negli Stati Uniti. A questo punto ci chiediamo se Giorgia Meloni, nella consueta pillola video serale da Palazzo Chigi, attaccherà i giudici americani per difendere il suo amico Trump oppure per una volta difenderà l'Italia, le imprese e i lavoratori colpiti da quei dazi. Questa subalternità del governo a Trump la paga a caro prezzo l'Italia".
"La bocciatura dei dazi da parte della Corte Suprema Usa è un colpo politico durissimo per il presidente Trump". Così in una nota Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del Partito democratico. "Al di là di eventuali 'piani B', la sconfitta politica del presidente Usa è evidente e clamorosa".
Frecciata alla premier anche da Francesco Boccia, capogruppo dem al Senato. "Quello che non è riuscita a dire Giorgia Meloni in questi mesi, acquattata nell'obbedienza a Trump, lo hanno detto i giudici della Corte Suprema. Chissà se stasera la nostra Presidente del Consiglio attaccherà anche loro". Quindi, l'appello: "Giorgia Meloni non può restare in silenzio. Difenda l'Italia e l'Unione europea".
Le Borse
Sui mercati la sentenza viene letta come un allentamento delle tensioni commerciali. Le Borse europee festeggiano, con un rimbalzo marcato dei settori finora più penalizzati dalle tariffe americane. Lo Stoxx 600 guadagna lo 0,8%, mentre Milano guida i rialzi con un +1,4%, seguita da Parigi, Londra, Francoforte e Madrid. Anche sul fronte valutario si registra un immediato effetto: il dollaro si indebolisce sulle principali valute, con l’euro che sale a 1,1787, mentre si rafforzano sterlina e franco svizzero.
Giubilo e soddisfazione ma anche preoccupazione. "C'è in assoluto molta incertezza - spiega il capo economista di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice a margine dell'Assiom Forex -. Il primo punto è capire se l'amministrazione americana debba o meno restituire i dazi che la Corte Suprema ha dichiarato illegali. E non parliamo di poco. Si tratta di "circa 120 miliardi di dollari, lo 0,5% del Pil americano". La seconda incognita riguarda poi la reazione del presidente, che ha già detto di essere alla ricerca di soluzioni alternative. "Una può essere quella di introdurre delle quote, cioè dei limiti alle importazioni di prodotti. Quindi è un dazio diverso, è un dazio quantitativo e non in termini di costi monetari", spiega De Felice.
L'Europa
Nel frattempo, l'Eurocamera si prepara a rinviare il voto sulla possibile ratifica sull'intesa commerciale Usa-Ue previsto in commissione Commercio internazionale il 24 febbraio. Lo si apprende da fonti parlamentari. La decisione, al momento al vaglio dei coordinatori dei gruppi, si sarebbe resa necessaria dopo la sentenza della Corte suprema Usa sull'annullamento dei dazi voluti dal presidente Trump.
"La Corte suprema degli Stati Uniti abroga parte dei dazi imposti da Trump sul resto del mondo. Una decisione gradita: abbiamo affermato sin dall'inizio che tali dazi sono illegali. L'Ue deve ora mantenere una posizione ferma e non accettare alcun nuovo dazio statunitense sull'Europa". Lo scrive su X l’eurodeputata Karin Karlsbro, relatrice per il gruppo Renew sull’attuazione dell’intesa Ue-Usa sui dazi. Anche dal Canada arriva un commento netto: la decisione dimostra che le tariffe imposte da Trump erano ingiustificate.
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