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21 febbraio, 2026Articoli correlati
Dopo lo stop della Corte Suprema ai dazi di aprile, il presidente statunitense ha firmato un nuovo provvedimento di 150 giorni per imporre le tariffe a tutti i Paesi sulle importazioni in Usa, con alcune eccezioni
Donald Trump lo aveva promesso poche ore dopo lo stop della Corte Suprema ai dazi introdotti ad aprile: avrebbe trovato “un’altra strada”. Nella notte tra il 20 e il 21 febbraio quella strada è diventata un ordine esecutivo, poi modificato dopo poche ore. Dal suo account su Truth, il presidente statunitense ha annunciato di aver firmato “dallo Studio Ovale una misura tariffaria globale del 10% per tutti i Paesi, che entrerà in vigore quasi immediatamente”. E nel pomeriggio italiano di sabato 21 febbraio ha rilanciato: "Saranno rialzati al 15%, con effetto immediato", è il testo di un altro post su Truth. La Casa Bianca ha precisato che la nuova tariffa scatterà il 24 febbraio e resterà in vigore per 150 giorni.
L’annuncio è stato accompagnato da un nuovo attacco frontale ai giudici. Sempre su Truth, Trump ha scritto che “quei componenti della Corte Suprema che hanno votato contro il nostro metodo di dazi dovrebbero vergognarsi”, definendo la decisione “ridicola” e sostenendo che le tariffe siano “assolutamente collaudate e accettate come legge”. Ha citato anche due giudici da lui nominati, Neil Gorsuch e Amy Coney Barrett, accusandoli di votare contro i repubblicani “quasi ogni volta”, e ha aggiunto: “Faremo tutto il possibile per incassare più soldi di prima”.
Solo il giorno prima, dopo la sentenza della Corte, Trump si era detto “molto deluso” e aveva parlato di “alternative” per sostituire le misure respinte. E poi aveva attaccato una Corte che a suo dire sarebbe influenzata da "logiche politiche”.
in cosa consiste l'ordine esecutivo
Il provvedimento, adottato con riferimenti alla Sezione 122 del Trade Act del 1974, introduce un dazio temporaneo del 15% su tutte le importazioni negli Stati Uniti, con alcune eccezioni: farmaceutica, alcuni minerali, prodotti agricoli specifici e le merci che rientrano nell’accordo Stati Uniti-Messico-Canada. Sarà applicato anche a partner commerciali con cui Washington ha accordi in essere, dall’Unione europea al Giappone, passando per Corea del Sud a Taiwan. Dopo i 150 giorni, la decisione dovrà passare al Congresso, in una finestra che potrebbe sovrapporsi alla campagna per le elezioni di midterm.
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