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23 febbraio, 2026Articoli correlati
L'ipotesi alternativa allo schema fondato sull'International emergency economic powers act (Ieepa) - quello bocciato dalla Corte Suprema - sarebbe ancorare i dazi ad altre leggi americane, come il Trade expansion act del 1962 o il Trade act del 1974, che consentirebbero al presidente di agire sulle leve tariffarie nel commercio estero
Donald Trump non ci sta. Dopo la bocciatura della Corte Suprema dei dazi che Washington avrebbe voluto su suoi partner commerciali, sembra che l'inquilino della Casa Bianca stia cercando un modo per sfuggire alla sentenza dei giudici.
I Paesi "che vogliono fare giochetti con la ridicola decisione della Corte Suprema, soprattutto quelli che ci hanno derubato per decenni, si troveranno ad affrontare dazi molto più alti e peggiori di quelli concordati di recente. Attenzione", ha scritto il presidente sul suo social, Truth.
Intanto, da fonti americane informate, arriva l'ipotesi che l'amministrazione Trump stia cercando di mantenere il quadro dei dazi precedenti collegandoli a basi giuridiche diverse, almeno secondo quanto il rappresentante Usa per il commercio Jamieson Greer ha indicato ai ministri del commercio del G7. "Il nostro scopo è agire rapidamente per evitare nuove incertezze - ha dichiarato Greer -. Ma vogliamo anche evitare l'idea che possano esserci rimborsi per aziende esportatrici straniere".
L'ipotesi alternativa allo schema fondato sull'International emergency economic powers act (Ieepa) - quello bocciato dalla Corte Suprema - sarebbe ancorare i dazi ad altre leggi americane, come il Trade expansion act del 1962 o il Trade act del 1974, che consentirebbero al presidente di agire sulle leve tariffarie nel commercio estero. Trump ha già utilizzato la la prima delle due, tramite la sezione 232, per colpire le importazioni di automobili, acciaio e rame.
Tra le altre opzioni sul tavolo figura poi la sezione 122 del Trade act, che autorizza l'introduzione di dazi globali fino al 15%, ma per un periodo massimo di 150 giorni, in presenza di ampi squilibri della bilancia dei pagamenti. Ci sarebbe poi la Section 301, sempre del Trade act che permette di imporre tariffe al termine di un'indagine su pratiche commerciali ritenute sleali o in violazione di accordi internazionali: il presidente vi fece ricorso contro la Cina durante il suo primo mandato e, lo scorso anno, nei confronti del Brasile. Infine, la Section 338 del Trade act del 1930 consente l'imposizione di dazi qualora altri Paesi discriminino in modo ingiustificato gli Stati Uniti.
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