Politica
23 febbraio, 2026Il Guardasigilli al Forum Ansa ha auspicato che il "confronto avvenga in termini pacati, razionali ed esclusivamente sui contenuti"
L’intervento di Carlo Nordio al Forum Ansa era iniziato con una sorta di mea culpa per gli scontri spesso accesi sul referendum sulla Giustizia: "Abbiamo tutti esagerato nei toni - ha detto il Guardasigilli -. Devo dire che alcuni toni sono stati particolarmente antipatici, soprattutto quando arrivano da magistrati. Parliamo ora in avanti solo di contenuti”. Poi, Nordio ha auspicato che il "confronto avvenga in termini pacati, razionali ed esclusivamente sui contenuti".
Dopo la premessa, ecco che il ministro ha esposto quelle che - secondo lui - saranno le conseguenze di un eventuale vittoria del sì. “Le cose”, per Nordio, “cambieranno in meglio con la magistratura" ma "se dovesse vincere il 'no' sarebbe una vittoria dell'ala estrema della magistratura, che ipotecherebbe la politica. Se dovesse vincere un 'no', temo che politicizzandosi il referendum anche attraverso l'intervento molto forte dalla magistratura e come temo continui a fare, la politica in generale sarebbe sconfitta - ha proseguito - . La magistratura, forte di una vittoria alla quale ha conferito un forte significato politico, si sentirebbe nella facoltà di continuare l'ipoteca sulla politica”.
In questa campagna elettorale, per smorzare i toni, è intervenuto lo stesso Mattarella che, in via straordinaria, ha presieduto una seduta del Csm e ha richiamato tutti al rispetto reciproco. "Spero che questa polemica sia chiusa e sono in perfetta e rispettosissima sintonia con il presidente della Repubblica - ha detto Nordio -. Sono dispiaciuto perché l'intervento, che ripeto, io condivido e per il quale ringrazio il Presidente della Repubblica, - ha sottolineato il Guardasigilli - è stato interpretato come una sorta di rimprovero per una frase che era stata attribuita a me e che effettivamente ho pronunciato io, ma non in quanto mia. Io avevo citato una espressione di un noto magistrato". Dunque, "spero che questa polemica sia chiusa".
A chi gli ricordava alcune sue uscite improprie - come quella sul funzionamento “para-mafioso” del Csm -, Nordio ha invece rivendicato tutte le frasi dette in questa campagna elettorale. E ha aggiunto: “Mi dolgo del fatto che molto spesso, e non voglio dare la colpa ai giornalisti, nella concitazione se l'intervista non è fatta in modo scritto o registrato, le cose non vengo riferite in perfetta esattezza”, ha detto, sottolineando però che, "sicuramente, se dovessi rileggerle, è molto probabile che in un certo senso abbia esagerato". "Il giusto - ha poi aggiunto - pecca 7 volte al girono, la persona perbene fa errori sette volte al giorno. Guai se pensassi che non sbaglio mai”.
A chi sostiene che con la riforma della Giustizia si finisca per limitare l’autonomia della magistratura, invece, Nordio ha detto: “In questo dibattito ognuno ha i suoi testimonial, tutti rispettabili. Nel contenuto vorrei sapere da dove traggono la conclusione che vogliamo limitare l'autonomia della magistratura o sottoporlo al potere esecutivo. Abbiamo elevato il pubblico ministero allo stesso livello del giudice, come indipendenza ed autonomia" ha sottolineato il Gardasigilli aggiungendo: "Per ora nessuno può in buona fede sostenere che da questo testo si possa estrapolare qualcosa del genere”.
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