Mondo
28 febbraio, 2026Secondo funzionari statunitensi citati dal New York Times, l’azione militare sarebbe destinata a essere molto più estesa rispetto ai raid americani dello scorso giugno. L'esercito iraniano ha risposto con un attacco missilistico su Israele e contro e basi americane in Medio Oriente
Stati Uniti e Israele hanno avviato un’operazione militare contro l’Iran, con raid che nelle prime ore del mattino di sabato 28 febbraio hanno colpito diversi obiettivi nel Paese. Esplosioni sono state segnalate nella capitale Teheran e in numerose altre città, mentre Israele ha dichiarato lo stato d’emergenza nazionale e diversi Paesi della regione hanno chiuso lo spazio aereo.
L'Iran chiude lo Stretto di Hormuz
Oltre alla rappresaglia sulle basi americane in Medio Oriente, l'Iran ha deciso di chiudere lo Stretto di Hormuz, quel lembo di mare da cui passa il 30% del commercio mondiale di petrolio. Un comandante dei pasdaran, Ibrahim Jabari, ha dichiarato all'emittente libanese 'Al-Mayadeen', vicina a Hezbollah, che "la chiusura dello Stretto di Hormuz è attualmente in corso a seguito dell'aggressione contro l'Iran''. Jabari ha poi affermato che i Guardiani della Rivoluzione iraniana hanno ''lanciato circa 1.200 missili dall'Iran in varie direzioni subito dopo l'attacco". E il dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti ha esortato le navi commerciali a tenersi lontane dal Golfo, dopo che Stati Uniti e Israele hanno lanciato pesanti bombardamenti contro l'Iran. Lo Stretto di Hormuz, il Golfo Persico, il Golfo di Oman e il Mar Arabico sono soggetti a "significativa attività militare" e "si raccomanda alle navi di tenersi alla larga da quest'area, se possibile".
I dubbi sulle sorti di Khamenei
È mistero sulle sorti della Guida suprema Ali Khamenei. Come mostrano alcune immagini satellitari, la sua residenza a Teheran è stata completamente rasa al suolo ma - hanno fatto sapere fonti iraniane - l'ayatollah sarebbe in un "luogo sicuro". E ora la tv statale al-Alam annuncia che a breve terrà un discorso alla nazione. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aveva confermato a Nbc News che Khamanei sarebbe ancora vivo, "per quanto ne so". Araghchi ha anche aggiunto che due comandanti sono morti, ma che alti funzionari del regime sono sopravvissuti
Poco prima un alto funzionario israeliano aveva invece dichiarato a Channel 1: "Rimarremmo scioccati se Khamenei apparisse in diretta. Secondo la nostra valutazione, non è più tra noi, ma stiamo aspettando una conferma definitiva". Secondo un'altra fonte israeliana a N12, la Guida suprema iraniana "molto probabilmente non è sopravvissuta agli attacchi".
Almeno 85 morti in un raid su una scuole elementare femminile
Tra i vari target colpiti dai raid israeliani e americani ci sarebbe anche la scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh a Minab, nel Sud della provincia iraniana di Hormozgan. Secondo l’agenzia di stampa statale iraniana Irna, ci sarebbero almeno 85 morti e altre 90 persone ferite nell’attacco. Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane ha una base situata a Minab.
L'annuncio di Washignton
Il presidente americano Donald Trump ha confermato l’avvio delle operazioni in un video diffuso su Truth: "I militari degli Stati Uniti hanno avviato grandi operazioni di combattimento in Iran. Il nostro obiettivo è difendere gli americani eliminando le minacce imminenti provenienti dal regime iraniano". Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti "distruggeranno i missili dell’Iran" e faranno in modo che Teheran non ottenga l’arma nucleare, ammettendo però che potrebbero verificarsi vittime durante la missione.
Nel suo messaggio, l'inquilino della Casa Bianca ha aggiunto: "Ai membri delle Guardie Rivoluzionarie, delle forze armate e della polizia dico: deponete le armi e sarete trattati giustamente con l'imunità totale o affronterete una morte certa". E ha detto rivolgendosi al popolo iraniano: "L'ora delle libertà è vicina. State al riparo, non lasciate le vostre abitazioni, è molto pericoloso là fuori. Ci sono bombe che cadono ovunque".
Da parte israeliana, il ministro della Difesa Israel Katz ha parlato di "attacco preventivo" contro l’Iran, sostenendo che l’operazione mira a rimuovere le minacce contro lo Stato di Israele. Secondo funzionari statunitensi citati dal New York Times, l’azione militare sarebbe destinata a essere molto più estesa rispetto ai raid americani dello scorso giugno contro siti del programma nucleare iraniano.
Secondo alcune notizie che circolano ma che non sono ancora confermate da fonti ufficiali, nei raid israelo-americani sarebbero stati uccisi il capo dei pasdaran, Mohammad Pakpour, e il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh.
Esplosioni a Teheran
Forti esplosioni sono state udite a Teheran, dove colonne di fumo nero si sono alzate in diverse zone della capitale. Notizie analoghe arrivano anche da Isfahan, Qom, Karaj, Kermanshah e Tabriz, secondo quanto riporta l’agenzia francese Afp. L’ente per l’aviazione civile iraniano ha annunciato la chiusura totale dello spazio aereo "fino a nuove disposizioni", come riportato dall’agenzia iraniana Tasnim. Anche l’Iraq ha adottato la stessa misura.
Gli obiettivi
I bombardamenti israeliani avrebbero preso di mira "siti del regime e strutture militari, comprese installazioni legate ai missili balistici", secondo l’emittente pubblica israeliana Kan, che cita fonti militari. Il Times of Israel riferisce inoltre – citando informazioni non confermate – che tra gli obiettivi potrebbe esserci anche una struttura della presidenza iraniana.
Secondo Axios, i raid avrebbero cercato di colpire Khamenei e il presidente Masoud Pezeshkian. L'esito degli attacchi contro i vertici della Repubblica islamica sono al momento poco chiari. In precedenza, l'agenzia di stampa iraniana Tasnim aveva riferito che Pezeshkian è "in piena salute".
La risposta iraniana
La risposta iraniana non si è fatta attendere. Da questa mattina sono stati lanciati almeno 35 missili balistici contro Israele, alcuni intercettati mentre altri hanno colpito il territorio israeliano. Non solo. La risposta di Teheran si è concentrata anche su diverse basi militari americane della regione: esplosioni sono state registrate in Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Bahrein.
Mosca: "Aggressione immotivata"
Il ministero degli Esteri russo ha condannato gli attacchi degli Usa e di Israele all'Iran come "un atto di aggressione armata pianificato e immotivato contro uno Stato membro sovrano e indipendente delle Nazioni Unite, in violazione dei principi e delle norme fondamentali del diritto internazionale". Washington e Tel Aviv, scrive ancora il ministero degli Esteri di MOsca in una nota, "si sono imbarcati in una pericolosa avventura che sta rapidamente portando la regione sull'orlo di una catastrofe umanitaria, economica e, molto probabilmente, radiologica". Lo afferma il ministero degli Esteri russo. "Le intenzioni degli aggressori - si aggiunge nella dichiarazione - sono chiare e dichiarate apertamente: distruggere l'ordine costituzionale ed eliminare la leadership di uno Stato indesiderabile che si è rifiutato di sottomettersi ai dettami della forza e dell'egemonia". "La responsabilità delle conseguenze (...), ricade interamente su di loro", aggiunge la nota.
La posizione dell'Italia
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha innanzitutto rassicurato sul fatto che "non c'è neanche un italiano coinvolto negli attacchi". La Farnesina è pronta a evacuare i circa 500 italiani presenti in Iran tramite l'ambasciata a Teheran, che continua a essere operativa. "Anche i militari italiani dell'Aeronautica che sono nella base in Kuwait che è stata attaccata con i missili dall'Iran sono tutti incolumi, erano tutti nel bunker - ha aggiunto -. Ci sono stati danni ingenti alla pista ma non ci sono militari italiani feriti. È stato fatto anche un attacco al comando della Quinta flotta ma non ci sono italiani coinvolti in tutta l'area, né civili né militari".
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato di seguire "con la massima attenzione" l’evoluzione della crisi, assicurando che "allo stato attuale il personale della Difesa italiana non risulta coinvolto negli eventi in atto". Crosetto ha spiegato di essere in costante contatto con i vertici militari e ha ribadito che la priorità resta la sicurezza dei militari italiani impegnati nelle missioni internazionali. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha comunicato sui social di essere in contatto continuo con le ambasciate italiane a Teheran e Tel Aviv e che alla Farnesina è operativa l’Unità di crisi per la tutela dei connazionali.
Stato d’emergenza in Israele
In Israele sono risuonate le sirene d’allarme e Katz ha proclamato "uno stato d’emergenza immediato in tutto il Paese". Il sito di notizie Ynet riferisce che il ministro dei Trasporti Miri Regev ha disposto la chiusura dello spazio aereo israeliano ai voli civili. Il Comando del Fronte Interno delle Forze di difesa israeliane ha inoltre imposto restrizioni generalizzate: stop agli assembramenti, sospensione delle attività scolastiche e lavorative non essenziali, secondo il Times of Israel.
La televisione israeliana Channel 12, riporta i primi resoconti provenienti dall’Iran secondo cui si registrerebbero decine di morti e feriti tra le Guardie Rivoluzionarie (Pasdaran), inclusi alcuni esponenti di rilievo. Sarebbero inoltre in corso gravi interruzioni della rete di telefonia mobile.
A quanto si apprende da un messaggio dell'Idf su X, l'Iran avrebbe lanciato missili verso Israele. L'esercito di Tel Aviv avrebbe inviato un messaggio alla popolazione di Israele invitandola a raggiungere i rifugi.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Perché dico No - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 20 marzo, è disponibile in edicola e in app


