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28 febbraio, 2026Secondo funzionari statunitensi citati dal New York Times, l’azione militare sarebbe destinata a essere molto più estesa rispetto ai raid americani dello scorso giugno. L'esercito iraniano ha risposto con un attacco missilistico su Israele
Stati Uniti e Israele hanno avviato un’operazione militare contro l’Iran, con raid che nelle prime ore del mattino di sabato 28 febbraio hanno colpito diversi obiettivi nel Paese. Esplosioni sono state segnalate nella capitale Teheran e in numerose altre città, mentre Israele ha dichiarato lo stato d’emergenza nazionale e diversi Paesi della regione hanno chiuso lo spazio aereo.
L'annuncio di Washignton
Il presidente americano Donald Trump ha confermato l’avvio delle operazioni in un video diffuso su Truth: "I militari degli Stati Uniti hanno avviato grandi operazioni di combattimento in Iran. Il nostro obiettivo è difendere gli americani eliminando le minacce imminenti provenienti dal regime iraniano". Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti "distruggeranno i missili dell’Iran" e faranno in modo che Teheran non ottenga l’arma nucleare, ammettendo però che potrebbero verificarsi vittime durante la missione.
Nel suo messaggio, l'inquilino della Casa Bianca ha aggiunto: "Ai membri delle Guardie Rivoluzionarie, delle forze armate e della polizia dico: deponete le armi e sarete trattati giustamente con l'imunità totale o affronterete una morte certa". E ha detto rivolgendosi al popolo iraniano: "L'ora delle libertà è vicina. State al riparo, non lasciate le vostre abitazioni, è molto pericoloso là fuori. Ci sono bombe che cadono ovunque".
Da parte israeliana, il ministro della Difesa Israel Katz ha parlato di "attacco preventivo" contro l’Iran, sostenendo che l’operazione mira a rimuovere le minacce contro lo Stato di Israele. Secondo funzionari statunitensi citati dal New York Times, l’azione militare sarebbe destinata a essere molto più estesa rispetto ai raid americani dello scorso giugno contro siti del programma nucleare iraniano.
Esplosioni a Teheran
Forti esplosioni sono state udite a Teheran, dove colonne di fumo nero si sono alzate in diverse zone della capitale. Notizie analoghe arrivano anche da Isfahan, Qom, Karaj, Kermanshah e Tabriz, secondo quanto riporta l’agenzia francese Afp. L’ente per l’aviazione civile iraniano ha annunciato la chiusura totale dello spazio aereo "fino a nuove disposizioni", come riportato dall’agenzia iraniana Tasnim. Anche l’Iraq ha adottato la stessa misura.
Gli obiettivi
I bombardamenti israeliani avrebbero preso di mira "siti del regime e strutture militari, comprese installazioni legate ai missili balistici", secondo l’emittente pubblica israeliana Kan, che cita fonti militari. Il Times of Israel riferisce inoltre – citando informazioni non confermate – che tra gli obiettivi potrebbe esserci anche una struttura della presidenza iraniana.
Le testate locali segnalano colonne di fumo nella zona della capitale dove risiede abitualmente la guida suprema Ali Khamenei, area che ospita anche il palazzo presidenziale e la sede del Consiglio di sicurezza nazionale. Testimonianze di residenti raccolte dal New York Times confermerebbero quanto riportato dai giornali locali.
Stato d’emergenza in Israele
In Israele sono risuonate le sirene d’allarme e Katz ha proclamato "uno stato d’emergenza immediato in tutto il Paese". Il sito di notizie Ynet riferisce che il ministro dei Trasporti Miri Regev ha disposto la chiusura dello spazio aereo israeliano ai voli civili. Il Comando del Fronte Interno delle Forze di difesa israeliane ha inoltre imposto restrizioni generalizzate: stop agli assembramenti, sospensione delle attività scolastiche e lavorative non essenziali, secondo il Times of Israel.
La televisione israeliana Channel 12, riporta i primi resoconti provenienti dall’Iran secondo cui si registrerebbero decine di morti e feriti tra le Guardie Rivoluzionarie (Pasdaran), inclusi alcuni esponenti di rilievo. Sarebbero inoltre in corso gravi interruzioni della rete di telefonia mobile.
A quanto si apprende da un messaggio dell'Idf su X, l'Iran avrebbe lanciato missili verso Israele. L'esercito di Tel Aviv avrebbe inviato un messaggio alla popolazione di Israele invitandola a raggiungere i rifugi.
La posizione dell'Italia
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato di seguire "con la massima attenzione" l’evoluzione della crisi, assicurando che "allo stato attuale il personale della Difesa italiana non risulta coinvolto negli eventi in atto". Crosetto ha spiegato di essere in costante contatto con i vertici militari e ha ribadito che la priorità resta la sicurezza dei militari italiani impegnati nelle missioni internazionali. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha comunicato sui social di essere in contatto continuo con le ambasciate italiane a Teheran e Tel Aviv e che alla Farnesina è operativa l’Unità di crisi per la tutela dei connazionali.
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