Mondo
5 febbraio, 2026Secondo la Casa Bianca, i dipendenti potrebbero essere stati discriminati dalle politiche aziendali. Anche i boy scout sotto la lente d'ingrandimento del Pentagono: "Cambiare rotta e valori"
Donald Trump se l’è presa con la Nike per aver discriminato i propri dipendenti bianchi. La notizia, riportata dal New York Times, ha già fatto il giro del mondo. La Equal employment opportunity commission sta indagando sull’azienda di sportswear per discriminazione. Negli ultimi tempi, in effetti, la la commissione per le Pari opportunità nel lavoro si starebbe occupando sempre di più di smantellare le politiche sulla diversità all’interno di aziende, istituzioni e istituti scolastici. Le insinuazioni dell’accusa nei confronti di Nike sosterrebbero che il marchio potrebbe aver preso di mira i propri dipendenti bianchi anche in modo proporzionato nei licenziamenti.
La Equal employment opportunity commission, che starebbe indagando per “discriminazione razziale sistemica”, avrebbe chiesto a Nike una serie di documenti risalenti al 2018, che riguardano licenziamenti e promozioni, per verificare che i lavoratori bianchi non siano stati penalizzati. Per di più, sotto la lente di ingrandimento della commissione ci sono anche una serie di programmi aziendali per lo sviluppo professionale di “determinate etnie”.
il commento di nike
Un portavoce dell’azienda ha definito il gesto “un’escalation sorprendente e insolita”, parlando con un giornalista di Axios: “Abbiamo partecipato in modo esteso e in buona fede a un'indagine federale sulle nostre pratiche, programmi e decisioni relative al personale.
L’indagine è in corso già da mesi, ma è stata resa nota ora perché la Commissione ha deciso di rivolgersi a un tribunale con l’obiettivo di spingere l’azienda a fornire informazioni utili ai fini dell’indagine. Una richiesta che l’avvocato di Nike ha definito “ampia, ambigua e gravosa”.
cambio di vertici
È recente la sostituzione dei vertici della commissione per volere di Donal Trump. A gennaio 2026 il presidente statunitense ha nominato Andrea Lucas, una funzionaria nota per le sue posizioni conservative e contraria alle politiche di diversità e inclusione, i cosiddetti “Dei” (diversity, equity and inclusion), i programmi che tutelano minoranze e categorie marginalizzate.
Una mossa, quella di Trump nei confronti di Nike, che suona anche come avvertimento alle altre aziende. Non a caso, all’inizio del 2025 anche Google aveva annullato i propri obiettivi per garantire diversità e inclusione tra i suoi dipendenti. Prima dell’insediamento dell’attuale inquilino della Casa Bianca, anche Meta aveva abolito i propri programmi di inclusione e diversità.
lotta agli scout
Insieme a Nike, nel miritno di Trump ora ci sarebbe anche la Scouting America, un’associazione che riunisce gli ex boy scout americani. Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha suggerito al gruppo di “cambiare rotta e valori”, altrimenti - ha minacciato - potrebbe rischiare di “perdere il sostegno” dell’amministrazione. Se l'associazione non si adeguerà alle richieste del Pentagono di un ritorno alle origini rischierebbe quindi di perdere l'accesso alle strutture militari. "Tornate immediatamente a Dio e alla patria", ha ammonito il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, accusando l'associazione di aver "perso la strada" aprendosi all'inclusività.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Occorsio magistrato solo - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 30 gennaio, è disponibile in edicola e in app



