Mondo
6 febbraio, 2026Più fiduciosi i giovani, meno ottimisti gli adulti. L'adesione al sogno comunitario è più forte rispetto alla media europea
Preoccupazione per conflitti, terrorismo, calamità naturali aggravate dai cambiamenti climatici, attacchi informatici e migrazione incontrollata. L’ultimo Eurobarometro, l’indagine che monitora l’opinione pubblica degli Stati membri dell’Unione europea, traccia un quadro di pessimismo in aumento, ma anche di uno sguardo al futuro che conserva fiducia nell’assetto comunitario.
Oltre la metà degli intervistati si dice infatti pessimista quanto al futuro del mondo (52%), ma anche dell'Unione europea (39%) e del proprio Paese (41%). E gli italiani? L’83% manifesta preoccupazione per guerre vicine ai confini dell'Unione europea, più alta di 11 punti percentuali rispetto al valore medio sul totale degli intervistati. Stesso dato per quanto riguarda la preoccupazione per il fattore terrorismo e calamità naturali aggravate dai cambiamenti climatici, un valore ben più alto in Italia rispetto a quello della media europea.
Antidoti in vista? Oltre nove su 10 intervistati sostengono con forza la richiesta di una maggiore unità e di garantire più risorse all’azione europea, così come quasi sette su 10 auspicano l’Ue contribuisca alla loro sicurezza. Nello specifico, il 76% degli italiani considera la dipendenza da paesi terzi per la difesa come un serio problema. Il 17% in più rispetto alla media europea. Difesa e sicurezza sono infatti una priorità per il 43% degli intervistati italiani, di fianco alla competitività economica, che si assesta sul 37%.
Nel complesso, anche se la preoccupazione sale, oltre la metà degli intervistati (il 51%) conserva una visione positiva dell’Unione Europea. Un valore superiore a quello medio comunitario del 49%. Instabilità geopolitica e preoccupazioni per la sicurezza e la stabilità dell’Unione, ma anche economia, lavoro, caro vita.
Stando all’indagine, in cima alle priorità degli italiani di cui il Parlamento dovrebbe occuparsi, ci sono economia e posti di lavoro (41%), in aumento di 6 punti percentuali rispetto a maggio 2025, ma anche inflazione e carovita (40%). Degno di nota il salto verticale sul tema della sanità pubblica, che risulta una priorità per il Parlamento per 37% degli italiani, 16 punti percentuali in più rispetto a maggio scorso.
Un certo peso specifico, lo ha poi il fattore anagrafico. Per il 64% degli intervistati fra i 15 e i 24 anni, l’immagine dell’Unione è positiva. Un valore che scende al 44% per gli over 55. L’immagine del Parlamento europeo è invece positiva per il 56% degli under 24, mentre scende drasticamente al 38% per gli over 55.
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