Cultura
6 febbraio, 2026Massimo Romeo Piparo e Roberto Proia firmano la trasposizione scenica della storia di bullismo che ha commosso il grande pubblico. Sono due i grandi ritorni sul palco
Una storia di cyberbullismo che ha commosso il pubblico del grande schermo e che adesso arriva per la prima volta a teatro. Si tratta della storia di Andrea Spezzacatena, il quindicenne che si tolse la vita perché vittima di bullismo e cyberbullismo. Una storia che da venerdì 20 febbraio arriverà sul palco del teatro Sistina di Roma in forma di musical.
Lo spettacolo, diretto da Massimo Romeo Piparo, che firma l’adattamento con Roberto Proia, sceneggiatore dell’omonimo film campione d’incassi prodotto da Eagle Pictures e Weekend Films è un adattamento in forma di juke box musical, e comprende una playlist di canzoni popolarissime del pop-rock italiano: un caleidoscopio di grandi successi che appaiono talmente calzanti al racconto da sembrare quasi scritti apposta per questa storia. In primo piano, resta il brano di Arisa “Canta ancora”, reso celebre dal film e premiato ai Nastri d'Argento come migliore canzone originale.
Una storia toccante che amplifica la sua potenza emotiva proprio grazie all’elemento musicale. Il racconto parte da una tematica trasversale, che tocca ragazzi, famiglie, educatori e istituzioni, e che mira a raggiungere il cuore degli spettatori e a stimolare una riflessione profonda attraverso l’arte, la bellezza e la musica.
Sul palco, a dare volto e voce al protagonista della storia che ha commosso l’Italia è Samuele Carrino, già interprete del film. Al suo fianco Rossella Brescia, nei panni della madre di Andrea, e Sara Ciocca, già protagonista nella versione cinematografica. Christian Roberto avrà il delicato ruolo di Andrea a 27 anni, narratore disincantato e voce del “domani”.
“Spesso il lavoro di noi creativi e comunicatori si scontra con l’aderenza alla realtà che ci circonda- spiega il direttore Piparo-. Ma il valore più grande che ha il Teatro è quello di fare da specchio alla società per far riflettere le spettatrici e gli spettatori nelle loro virtù e debolezze. Ecco che ogni tanto, nel grande mare dell’intrattenimento dal vivo, a volte tempestoso ma spesso piatto e schifosamente calmo, puntare la barra del timone su un’isola felice diventa vitale".
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