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10 marzo, 2026Articoli correlati
La vittima più giovane aveva appena otto mesi, la più anziana 88 anni: è quanto riferito dall’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite Amir Saeid Iravani in merito agli attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele. Intanto Trump ha sostenuto pubblicamente che la guerra “finirà in fretta"
Il bilancio delle vittime in Iran continua a salire, mentre la guerra in Medio Oriente entra nell’undicesimo giorno. Secondo quanto riferito dall’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite Amir Saeid Iravani, gli attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele avrebbero provocato almeno 1.332 morti civili nel Paese. Tra le vittime, secondo le autorità iraniane, ci sarebbero 200 minori e undici operatori umanitari. La vittima più giovane aveva appena otto mesi, mentre la più anziana 88 anni.
Davanti alla sede delle Nazioni Unite a Teheran si sono radunati manifestanti di origine iraniana - tra cui avvocati, giuristi ed esperti legali - per denunciare quella che definiscono una violazione della Carta dell’Onu da parte di Washington e Tel Aviv. Iravani ha parlato di quasi 10mila obiettivi civili colpiti in oltre 200 città del Paese: tra questi 7943 abitazioni, 1617 centri commerciali o di servizio, 35 strutture sanitarie, nove edifici della Mezzaluna Rossa e 63 scuole.
Il viceministro della Salute Ali Jafarian ha poi stimato a oltre 12mila i feriti, sostenendo che la maggior parte delle vittime erano civili colpiti nelle loro case o nei luoghi di lavoro. Nella capitale i bombardamenti sono proseguiti anche nelle ultime ore, mentre su Teheran continua a gravare una densa nube di fumo nero causata dagli attacchi contro i depositi petroliferi di Aghdasieh e Shahran e contro una raffineria vicino alla città. Secondo le autorità sanitarie, le sostanze chimiche liberate dagli incendi potrebbero avere gravi conseguenze per la salute pubblica, danneggiando non solo le vie respiratorie ma anche le falde acquifere e i terreni.
gli attacchi in cisgiordania
Proseguono anche gli attacchi contro Israele e la Cisgiordania occupata, con il sistema di difesa antimissile israeliano impegnato a intercettare i lanci provenienti dall’Iran. Intanto il presidente statunitense Donald Trump ha sostenuto pubblicamente che la guerra “finirà in fretta” e che, sebbene sia ancora presto per parlarne, la possibilità di sequestrare il petrolio iraniano non può essere esclusa.
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