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11 marzo, 2026Teheran si auto-esclude dai mondiali di calcio e rilancia la minaccia energetica. Oggi nella capitale funerali di massa per i comandanti delle Guardie Rivoluzionarie
Fuoco e minacce reciproche. La guerra in Medio Oriente va avanti con attacchi aperti, accuse e rivendicazioni nella triangolazione tra Stati Uniti, Israele e Iran. Il campo è doppio: quello bellico e quello economico. "Preparatevi a un barile di petrolio a 200 dollari, perché il prezzo del petrolio dipende dalla sicurezza regionale, che avete destabilizzato" minaccia Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare di Teheran. Poche ore prima, Teheran aveva accusato gli Stati Uniti e Israele di aver colpito un'ambulanza marittima su un'isola nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dai media locali.
Fronti incrociati. A Tel Aviv e nel nord del Paese allarmi in funzione per l'arrivo di missili dall'Iran. Da ora in poi, spiega Teheran, la politica del contrattacco, è finita, “la nostra politica sarà un colpo dopo l'altro". Un fronte strategico resta quello dello stretto di Hormuz. Il quartier generale specifica: "Qualsiasi nave appartenga agli Stati Uniti, a Israele o trasporti petrolio di loro proprietà sarà un obiettivo legittimo delle forze armate iraniane nello Stretto di Hormuz", aggiungendo che "Non permettiamo nemmeno a un singolo litro di petrolio di passare attraverso lo Stretto di Hormuz". Il quartier generale ha infatti aggiunto nella sua dichiarazione che ogni nave che trasporta petrolio ad alleati degli Stati Uniti o di Israele sarà un obiettivo legittimo dell'Iran.
Resta ottimista, nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che in un'intervista ad Axios sostiene che "la guerra con l'Iran finirà presto" e che in Iran "non c'è praticamente niente più da bombardare".
Oltre il conflitto
Nel frattempo, arriva una presa di posizione netta anche sulla partecipazione dell’Iran ai prossimi mondiali di calcio negli Stati Uniti. “Non si farà”. "Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali", ha affermato il ministro Ahmad Donjamali in tv. Le motivazioni sono evidenti: "Ci sono state imposte due guerre in otto o nove mesi e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi. Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare".
A margine delle operazioni di guerra, a Teheran, il funerale di massa per i comandanti del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie dell'Iran.
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