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17 marzo, 2026Il presidente statunitense, intervenuto in conferenza stampa per parlare del Kennedy Center, ha finito per svelare dettagli sensibili sullo stato di salute di Neal Dunn: "Gli ho trovato un posto al Walter Reed Army. Era in una brutta situazione. Prima di tutto, perché lo apprezzo. E poi, perché mi serviva il suo voto"
“Ne perderemo uno entro giugno. Chi? Neal Dunn”. Donald Trump ne ha fatta un’altra. Intervenuto lunedì 16 marzo in una conferenza stampa per discutere del futuro del Kennedy Center, il presidente americano ha finito per svelare dettagli privati e sensibili su un deputato repubblicano della Florida. Al suo fianco c’era Mike Johnson, speaker della Camera statunitense, elogiato per la sua presunta capacità di “far passare provvedimenti legislativi” - le parole del tycoon - anche con una maggioranza risicata al Congresso, che “non si può permettere” defezioni nei voti di linea del partito. Un’occasione colta al balzo da Trump, per parlare proprio di un assente e di chi “rischiava di non esserci”, ha detto.
Il soggetto in questione è proprio Neal Dunn, deputato in Florida di cui da mesi si discute - tra meri chiacchiericci che restano rumor - di condizioni di salute precarie. Dati estremamente sensibili, rivelati a cascata da Trump: “Avevamo un uomo molto malato”, ha detto il tycoon. “Sembrava che non ce l’avrebbe fatta. Non lo so. Non farò il suo nome”. Pochi secondi per contraddirsi: “Dovrei?” ha chiesto a Johnson, che appena fuori dall’inquadratura mostrava qualche gesto di esitazione e imbarazzo. “Gli altri conoscono il suo nome? Eh? Vuoi dirlo? Ne sarà orgoglioso. Vai avanti, racconta la storia”, tallonava col ghigno il presidente Usa.
Pressione riuscita: “Ok, grazie signor presidente”, ha preso parola Johnson. “Il deputato Neal Dunn ha avuto qualche difficile problema di salute, era una situazione molto seria con una diagnosi truce. L’ho menzionata al presidente, dicendogli che era un vero eroe e patriota, perché altri nelle stesse condizioni si sarebbero ritirati…”, altra interruzione alla sua sinistra: “Qual era la sua diagnosi? Dai diciamola”. “Credo fosse terminale”, ha ribattuto Johnson. “Sarebbe morto entro giugno”, la rivelazione perentoria di Trump. Che ha destato sgomento e imbarazzo negli occhi dello speaker: “Ok, beh questo non era pubblico. Stavo solo per dire che era una diagnosi truce”. “Un problema al cuore”, continuava a incalzare il tycoon, per poi ridersela e dare una pacca sulla spalla a Johnson. “Mike mi ha chiamato e mi ha detto ‘ne avremo tre in più in squadra. Ma ne perderemo uno entro giugno. Chi? Neal Dunn’”.
Lo speaker della Camera Mike Johnson è intervenuto di nuovo per chiarire che la questione riguarda la sfera personale del parlamentare e ha invitato a rispettarne la privacy. Su cui Trump aveva però già rivelato tutto durante la conferenza, prendendosi anche i meriti, dopo che - ha raccontato - era riuscito a liberargli un posto al centro medico militare Walter Reed Army. “Era in una brutta situazione. Prima di tutto, perché lo apprezzo. E poi, perché mi serviva il suo voto”.
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