Mondo
18 marzo, 2026Applausi e grida di gioia dal convoglio appena arrivato a l'Avana. L’isola, dove la rete elettrica sta iniziando ad essere ripristinata dopo un blackout lungo 24 ore, rimane sull’orlo del collasso
È atterrato in nottata, a L’Avana, il volo Neos NO0230 con a bordo la delegazione europea del Nuestra America Convoy che, nei prossimi giorni, si unirà alla Flotilla in arrivo dal mare per portare aiuti umanitari a Cuba. Applausi e grida di gioia. Il convoglio appena arrivato allo scalo cubano festeggia e inneggia a una solidarietà che “non si può bloccare”. In prima fila, tra gli altri, Mimmo Lucano e Ilaria Salis. La missione italiana che fa parte della Nuestra América Convoy porta a l’Avana medicine per mezzo milione di euro: una mobilitazione che è riuscita a raccogliere fondi per 45.000 euro, grazie al contributo di grandi organizzazioni internazionali e di oltre 700 donatori individuali.
L’isola, dove la rete elettrica sta iniziando ad essere ripristinata dopo un blackout lungo 24 ore, rimane sull’orlo del collasso. Le carenze di carburante, farmaci, generi alimentari sono solamente la punta dell’iceberg della strategia con cui Washington sta cercando di piegare la popolazione per ottenere il controllo del Paese sotto embargo da sei decenni. Proprio in corrispondenza dell’ultimo blackout, il terzo su larga scala in pochi mesi, dalla Casa Bianca Donald Trump aveva detto che avrebbe “avuto l’onore di prendere Cuba”.
Parole a cui, mentre il convoglio europeo era in volo, è arrivata la replica da parte del presidente cubano Miguel Diaz-Canel: ”Quasi ogni giorno, gli Stati Uniti minacciano pubblicamente Cuba con il rovesciamento forzato del suo ordine costituzionale. Usano un pretesto ripugnante: le dure restrizioni imposte a un’economia indebolita che hanno attaccato e cercato di isolare per oltre sei decenni. Hanno intenzione di impadronirsi del paese, delle sue risorse, delle sue proprietà e persino dell'economia stessa, che cercano di soffocare per costringerci alla resa, e lo annunciano apertamente”.“L’unica certezza” – conclude Diaz-Canel nel suo post su X – “è che qualsiasi aggressore esterno incontrerà una resistenza inespugnabile”.
Marco Rubio
Il riferimento è ad un articolo del New York Times secondo cui funzionari statunitensi avrebbero fatto pressioni allo stesso presidente cubano per esortarlo alle dimissioni. Notizie smentite dal Segretario di Stato americano Marco Rubio, anche lui di origine cubana. L'uomo, secondo Trump, più adatto ad aiutare l'isola nella transizione dal regime comunista a uno più filoamericano perché i cubani "si fidano di lui" e perché parla spagnolo.È stat o proprio lui a dichiarare che le misure annunciate lunedì dall’Avana per andare incontro alle richieste statunitensi, che consentono alla diaspora di investire sull’isola in diversi settori (bancario, agricolo, turistico, minerario e delle infrastrutture) e di possedere società private, non sono sufficienti. “Cuba” – ha dichiarato Rubio – “ha un’economia in crisi e il sistema politico e governativo è incapace di risanarla. Pertanto, è necessario un cambiamento radicale”.
Il prossimo carico
Ed è in questo delicato contesto che la delegazione europea è arrivata sull’isola portando cinque tonnellate di medicinali stipate in stiva e subito scaricate all’arrivo. Lo European Convoy, partito ieri da Roma, raccoglie 120 delegati in rappresentanza di 19 paesi dell’Europa e quattro membri del Parlamento europeo, tra cui gli italiani Mimmo Lucano e Ilaria Salis. La delegazione, promossa da Aicec (Agenzia per l'interscambio culturale ed economico con Cuba) nell'ambito della campagna "Let Cuba Breathe", si unirà allo sbarco all’Avana della Flotilla in arrivo dal Messico il prossimo 21 marzo con ulteriori aiuti umanitari.
Gli organizzatori fanno già sapere che per i primi giorni di aprile è previsto un container che trasporterà altri 13 pallet di materiale sanitario, farmaceutico e ortopedico raccolto grazie alla solidarietà europea. Inoltre, un ulteriore convoglio dovrebbe recarsi a Cuba il prossimo primo maggio.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Guerra: chi paga il conto? - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 13 marzo, è disponibile in edicola e in app



