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18 marzo, 2026La posizione ufficiale della Casa Bianca è stata smentita da Tulsi Gabbard durante una audizione. Secondo la funzionaria, le ragioni con cui il presidente americano ha motivato l'attacco su Teheran non sussisterebbero
Secondo la direttrice dell'intelligence americana Tulsi Gabbard le ragioni con cui Donald Trump ha giustificato i bombardamenti sull'Iran iniziati lo scorso 28 febbraio potrebbero essere ingiustificate. Durante una audizione al Senato, la funzionaria ha affermato in un passaggio del suo discorso scritto che “il programma di arricchimento nucleare iraniano è stato annientato” e, soprattutto, che “da allora non ci sono stati tentativi di ricostruire i loro impianti”.
Una posizione - quella che vedeva Teheran alle prese da mesi con la ricostruzione del proprio comparto nucleare - di cui la Casa Bianca si è servita per giustificare i bombardamenti congiunti con Israele. "A seguito dell'operazione Midnight Hammer, il programma di arricchimento nucleare iraniano è stato annientato. Da allora non ci sono stati tentativi di ricostruire i loro impianti - ha detto Gabbard -. L’Iran dovrà ricostruire l’esercito se sopravvive alla guerra”, ha detto la funzionaria.
Il missile balistico
Nella sua audizione, Gabbard ha aggiunto che l'Iran potrebbe in effetti sviluppare un missile balistico intercontinentale entro il 2035. La funzionaria ha citato una precedente valutazione della Defense Intelligence Agency precisando che il rapporto dovrà essere aggiornato una volta chiarita l'entità dei danni causati dagli attacchi americani e israeliani contro le infrastrutture missilistiche di Teheran.
Gli accordi con l'Aiea
Gabbard ha comunque ammesso, nella sua testimonianza al Senato, che prima dell'operazione "Epic Fury" di fine febbraio, nonostante l'Iran stesse cercando di riprendersi dagli attacchi americani di giugno "continuava a rifiutarsi di rispettare gli obblighi dell'Aiea". La stessa Aiea che, a inizio marzo, ha spiegato come non ci siano prove di un programma iraniano finalizzato alla costruzione di armi nucleari.
Il 4 marzo scorso, durante la firma del patto per la tutela dei contribuenti alla Casa Bianca, Trump aveva dichiarato che l'Iran era a due settimane dal dotarsi di armi nucleari. "“Se non avessimo colpito entro due settimane, avrebbero avuto un’arma nucleare", aveva sostenuto il presidente.
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