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19 marzo, 2026A L'Avana ci sono anche i due eurodeputati, insieme al Nuestra America Convoy, per portare cinque tonnellate di aiuti ai medici dell’Hospital Pediátrico Borrás-Marfan
“Io non sono qua in nome del governo italiano, sono qua per conto del mio piccolo paese e di una terra dove i medici cubani sono venuti per portare la loro solidarietà”. Queste le parole dell’eurodeputato Mimmo Lucano rivolte ai medici dell’Hospital Pediátrico Borrás-Marfan dell’Avana, alla consegna delle cinque tonnellate di farmaci portate a Cuba dalla delegazione europea del Nuestra America Convoy.
Difatti il blocco energetico, iniziato da Trump lo scorso gennaio, ha avuto delle gravi ripercussioni anche sulle prestazioni della sanità cubana: dall’imprevedibilità dei blackout che complicano le operazioni chirurgiche - e che, nel caso dell’ospedale Pediátrico Borrás-Marfan, hanno portato alla chiusura dell’unico reparto di terapia intensiva - alle difficoltà logistiche nel far arrivare i farmaci salvavita in tutta l’isola.
"Cuba è stato un modello di solidarietà internazionale”, ha ribadito invece l’eurodeputata Ilaria Salis, “dimostrando a tutto il mondo che è possibile una umanità che ha nella solidarietà e non nel profitto il suo più alto valore. Il governo italiano è tra i 165 paesi Onu che hanno votato una risoluzione per condannare l'embargo in atto all'epoca, che non era ancora forte e crudele come quello in atto adesso. Dovrebbe essere conseguente e prendere una posizione chiara contro questo embargo contrario a ogni principio di umanità”.
Tra gli ospedali coinvolti nella consegna dei farmaci anche l’Hospital “Hermanos Ameijeiras”, l’instituto Nacional de Oncología y Radiobiología e l’Hospital Docente Ginecobstétrico “Ramón González Coro”. Agli aiuti già consegnati si andranno ad aggiungere quelli portati via mare dalla Flotilla che, se le condizioni meteo dovessero migliorare, potrebbe sbarcare all’Avana sabato 21 marzo.
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