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2 marzo, 2026Il presidente francese nel discorso alla base militare di Ile Longue: "È in gioco la sicurezza europea: dobbiamo rafforzare la nostra deterrenza nucleare di fronte alle minacce"
L’escalation in Medio Oriente infiamma anche l’Europa. "Ho ordinato di aumentare il numero di testate nucleari del nostro arsenale": lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron intervenendo dalla base dei sottomarini atomici di Ile Longue. Il capo dell’Eliseo ha aggiunto che la Francia non comunicherà più il numero di testate nucleari a sua disposizione. Parigi sceglie così di muoversi sul terreno dell’ambiguità strategica. Ore di strategia e di grandi corse ai ripari. L'offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele contro l'Iran nel frattempo prosegue, con Teheran sotto bombardamenti e tensione ai massimi livelli.
"Oggi - ha dichiarato nel solenne intervento dinanzi ai vertici militari e politici della Francia - può prendere forma una nuova fase della deterrenza francese. Stiamo avviando quella che definirei deterrenza avanzata". Parlando del contributo della forza nucleare francese alla sicurezza del continente, Macron ha spiegato che questa nuova forma di ''deterrenza avanzata'' è perfettamente "complementare'' alla cornice Nato. "Dobbiamo rafforzare la nostra deterrenza nucleare di fronte alle molteplici minacce e dobbiamo considerare la nostra strategia di deterrenza nella dimensione europea, nel pieno rispetto della nostra sovranità", ha avvertito il presidente, secondo cui oggi "è la sicurezza dell'Europa ad essere in gioco".
Macron ha quindi chiarito che la decisione se premere o meno il tasto atomico spetterà sempre e solo al presidente francese. Ovvero, a lui stesso. "Preferisco dirlo subito - ha chiarito Macron - Non ci sarà alcuna condivisione della decisione finale, né della sua pianificazione, né della sua attuazione. Secondo la nostra Costituzione, questa spetta esclusivamente al Presidente della Repubblica, responsabile nei confronti del popolo francese".
Un coordinamento internazionale
Il presidente ha poi annunciato che la Francia, insieme a Gran Bretagna e Germania, ''lavoreranno insieme a dei progetti di missili di lunghissima gittata''. ''La Germania sarà un partner chiave di questo sforzo'', ha sottolineato, spiegando che ''le prime tappe di questa cooperazione cominceranno da quest'anno". La collaborazione con Londra e Berlino rientra "nel quadro della cosiddetta iniziativa Elsa (European Long Range Strike Approach) lanciata nel 2024 e che include anche Italia, Polonia e Svezia".
In una dichiarazione congiunta diffusa dall'Eliseo Macron e Merz inquadrano l'iniziativa "nello spirito della loro stretta partnership, così come definita dal trattato di Aquisgrana". "La Francia e la Germania - si legge - hanno deciso di rafforzare la loro cooperazione in materia di dissuasione in risposta all'evoluzione delle minacce", con l'istituzione di "un gruppo di pilotaggio nucleare di alto livello che servirà da quadro bilaterale per il dialogo sulla dottrina e il coordinamento della cooperazione strategica, in particolare per le consultazioni relative all'articolazione ottimale delle capacità convenzionali, della difesa antimissile e delle capacità nucleari francesi".
La nuova forma di cooperazione franco-tedesca "si basa - continua la dichiarazione - sulla convinzione condivisa che la dimensione nucleare della dissuasione resta un pilastro della sicurezza europea, che a sua volta si appoggia sulla dissuasione allargata degli Stati Uniti, in particolare le armi nucleari americane preposizionate in Europa, e sulle forze nucleari strategiche indipendenti della Francia e della Gran Bretagna, che hanno un ruolo dissuasivo proprio e contribuiscono significativamente alla sicurezza globale dell'Alleanza".
Una prospettiva che ha già raccolto l’adesione di otto Paesi europei: Regno Unito, Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca. Da qui l’invito agli altri partner europei ad unirsi ai primi lavori già avviati.
Infine, Macron ha annunciato che il futuro sottomarino atomico della Marine Nationale, operativo dal 2036, si chiamerà "L'invincible".
"Questo ci offrirà nuove opzioni per gestire l'escalation in modo convenzionale", ha concluso il presidente dalla base di Ile Longue.
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