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2 marzo, 2026Nonostante le attese e le poche comunicazioni, c’è qualche spiraglio per i connazionali rimasti negli Emirati: alcuni voli potrebbero ripartire da Abu Dhabi, mentre resta l’attesa per la riapertura degli scali di Doha
I missili intercettati sopra gli hotel, i droni esplosi vicino alle case, le sirene che arrivano direttamente sui cellulari: a Dubai, per centinaia di italiani, la crisi in Medio Oriente si traduce (anche) in voli cancellati e attese. Che si trovino negli aeroporti, a lavoro, nei grattacieli o sul mare con le navi crociere, al momento per tantissimi il rientro sembra ancora lontano.
guerra in medio oriente, gli italiani bloccati a Dubai (e non solo)
Molti sono rimasti bloccati dopo la chiusura dello spazio aereo: oltre ai turisti, ci sono studenti, squadre sportive, lavoratori e non solo che attendono comunicazioni. “Per oggi ci hanno detto che sicuramente non si parte”, ha raccontato all’Ansa Felice Guarino, di origini lucane ma residente a Perugia da anni. Era in vacanza con la famiglia, poi in aeroporto si è trovato in attesa insieme a migliaia di persone, tra trasferimenti e nuove sistemazioni negli hotel. Ma soprattutto, con tante notti in bianco da affrontare. Intanto, compagnie come Emirates ed Etihad hanno sospeso le operazioni almeno fino al 3 marzo.
La tensione cresce anche per chi vive stabilmente negli Emirati. A Palm Jumeirah un drone è esploso vicino a un’abitazione: “Non c’è panico, ma una consapevolezza diversa”, ha spiegato una residente italiana, nata nel fermano ma residente lì da dieci anni. “Abbiamo un cambio, cerotti e le macchine pronte se dobbiamo spostarci”, il resoconto di un imprenditore friulano a Dubai.
Altri descrivono episodi sempre più ravvicinati. “Stamattina ci sono stati tre missili abbattuti proprio sopra il mio hotel”, ha detto a LaPresse Gianfranco Tarsini, imprenditore abruzzese, mentre un turista bloccato racconta di essere stato fatto rientrare di corsa a colazione dopo l’avvistamento di fumi in cielo: “Ci spiegano che sono droni o missili intercettati, ma la paura resta”.
Nel frattempo, all’orizzonte c’è qualche spiraglio: alcuni voli potrebbero ripartire da Abu Dhabi, mentre resta l’attesa per la riapertura degli scali di Doha. Le autorità locali hanno chiesto agli hotel di prolungare i soggiorni dei turisti bloccati alle stesse condizioni, evitando sfratti. Per ora, però, domina incertezza: sulla riapertura dello spazio aereo, così come sulla crisi in Medio Oriente.
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