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2 marzo, 2026La "Epic Fury" contro "l'intollerabile minaccia" dell'Iran. Il presidente Usa: "Non avranno mai un'arma nucleare"
“Non mi stancherò mai, l’Iran non avrà mai un’arma nucleare”.
Donald Trump interviene alla Casa Bianca durante la cerimonia di consegna delle Medaglie d’Onore - la più alta onorificenza militare statunitense - a tre militari dell’esercito americano, due decorati alla memoria per atti eroici nella Seconda guerra mondiale e in Afghanistan e uno veterano del Vietnam. Ma il cuore del suo intervento è la guerra contro Teheran.
A poche ore dall’intervista alla Cnn in cui ha dichiarato di non escludere operazioni militari di terra in Iran, il presidente torna a motivare l'attacco e a ribadire che l’eventuale combinazione tra missili a lungo raggio e arma nucleare in possesso dell'Iran rappresenterebbe una “minaccia intollerabile”. Rivendica di aver agito al momento giusto: "Ho colto l'ultima e la migliore chance per attaccare l'Iran", sostenendo che "lo scopo del programma missilistico di Teheran era quello di proteggere il loro sviluppo di armi nucleari e rendere estremamente difficile per chiunque impedire loro di produrre queste armi nucleari, da noi proibite".
Nel suo discorso insiste sulla portata del pericolo: "Il regime iraniano disponeva già di missili in grado di colpire l'Europa e le nostre basi, sia locali che all'estero, e presto avrebbe avuto missili in grado di raggiungere la nostra splendida America". E qui, la generica stoccata agli alleati: "Tutti erano d'accordo, semplicemente nessuno ha avuto il coraggio di dire niente".
Obiettivo, risultati e strategia
Obiettivo, risultati e strategia. L’obiettivo è ben chiaro: "Dobbiamo evitare che l'Iran, principale sponsor del terrorismo possa avere un'arma nucleare. Non l'avranno mai". Trump rivendica quindi i risultati dell’operazione Epic Fury, sostenendo che "Avevamo programmato quattro settimane per eliminare la leadership iraniana e ci abbiamo messo un'ora" e che "Siamo in anticipo sul programma".
Arriva anche la rivendicazione militare più netta: "Abbiamo eliminato la flotta dell'Iran, le loro navi sono in fondo al mare". E assicura che l’azione proseguirà: "Continuiamo con determinazione per soffocare la minaccia, prevarremo", aggiungendo che "Molti pensano che ci stancheremo. Ma io non mi stanco mai, altrimenti non sarei qui dopo tutto quello che è già successo".
Nel delineare la strategia, il presidente spiega che "in primo luogo, stiamo distruggendo le capacità missilistiche dell'Iran", mentre "In secondo luogo, stiamo annientando la loro marina. Abbiamo già distrutto dieci navi". L’obiettivo centrale resta però quello nucleare: "In terzo luogo, stiamo facendo in modo che il principale sponsor mondiale del terrorismo non possa mai ottenere un'arma nucleare, non avrà mai un'arma nucleare", oltre a garantire che "stiamo facendo in modo che il regime iraniano non possa continuare ad armare, finanziare e dirigere eserciti terroristici al di fuori dei propri confini".
La situazione sul campo
Nel frattempo la pressione militare non si allenta. "Li stiamo massacrando. Penso che stia andando molto bene", aveva detto poche ore prima in un’intervista alla Cnn, avvertendo che "Non abbiamo ancora iniziato a colpirli duramente, la grande ondata non si è ancora verificata. Arriverà presto".
Sul terreno, secondo i media iraniani, forti esplosioni sono state registrate nei pressi di un impianto nucleare e di una base aerea a Isfahan, mentre il Pentagono ha annunciato di aver raggiunto la "superiorità aerea" sull’Iran. Il capo degli Stati maggiori congiunti, Dan Caine, ha spiegato che l’ammiraglio Brad Cooper riceverà ulteriori rinforzi e che "Il flusso di forze continua", sottolineando che le difese aeree americane si sono "dimostrate efficaci" contro le rappresaglie iraniane.
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