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21 marzo, 2026Articoli correlati
Nuovi fuochi incrociati tra i due fronti del conflitto nel Golfo: dopo gli attacchi lanciati nella notte dall'Iran sulla base britannica (ma concessa a Washington) nell'Oceano Indiano, è arrivato un nuovo colpo coordinato con Tel Aviv sul centro di arricchimento iraniano
Un nuovo attacco a Natanz, questa volta combinato tra Israele e Stati Uniti. Uno dei centri nevralgici del programma atomico di Teheran, già colpito nella prima settimana del conflitto e in estate da Trump durante la guerra dei dodici giorni, è stato nuovamente preso di mira in un raid, come confermato dalla stessa agenzia di stampa ufficiale iraniana Mizan. Che riferisce anche dell’assenza di fughe radioattive.
Nel frattempo, l’Iran muoveva già le proprie pedine: nella notte ha lanciato missili balistici contro la base americana Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, uno dei principali avamposti militari degli Stati Uniti nella regione. Gli attacchi a lungo raggio, circa 4000 km, hanno colpito il bersaglio e suggeriscono che i missili di Teheran abbiano una gittata maggiore rispetto a quanto previsto da Usa, Israele, dagli analisti militari dell’intelligence. E da quanto dichiarato dallo stesso ministro degli Esteri Abbas Araghchi, che aveva parlato di una portata limitata a 2000 km.
“Questo lancio rappresenta un passo significativo nel confronto con gli Stati Uniti", ha scritto l’agenzia di stampa Tasnim. Anche Londra si è espressa sull’attacco, visto che la base Diego Garcia è in realtà un avamposto britannico concesso agli Stati Uniti per la gestione e l’uso di sottomarini, navi e cacciatorpedinieri. Il ministero della Difesa Uk ha criticato gli attacchi iraniani definendoli "una minaccia per gli interessi britannici. I jet della Raf e altri mezzi militari britannici continuano a difendere il nostro personale e i nostri cittadini nella regione. Questo governo ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare le basi britanniche per operazioni difensive specifiche e limitate”.
Il fronte diplomatico e quello economico continuano a muoversi. Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato un messaggio di sostegno all’Iran in occasione del Norwuz, il capodanno persiano, definendo Mosca “un amico leale e un partner affidabile” di Teheran, si legge in una nota del Cremlino. L’Iraq, invece, ha annunciato il blocco della produzione di petrolio nelle concessioni straniere, mentre nella capitale, a Baghdad, si sono registrati nuovi attacchi con droni, causando la morte di un ufficiale iracheno.
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