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3 marzo, 2026Durante il bilaterale nello Studio Ovale con il presidente tedesco Friedrich Merz, il tycoon ha parlato dell'atteggiamento dei Paesi europei e della Nato dall'inizio del conflitto. Prima l'attacco a Sánchez: "Non una grande leadership", poi le parole sui prezzi del gas: "Saranno alti per un po'". E il Pentagono conferma che siamo "alle fasi iniziali di questa campagna militare"
Mentre a Dubai e Doha si avvertono nuove esplosioni, in uno scenario di escalation della guerra in Medio Oriente, anche Donald Trump allarga il suo raggio d’azione. E ne ha per tutti: “Non sono contento della Gran Bretagna. Ci sono voluti tre o quattro giorni per capire dove atterrare, ma non sono sorpreso: non abbiamo certo a che fare con Winston Churchill”, ha detto in un bilaterale alla Casa Bianca con Friedrich Merz. Il riferimento è al premier Keir Starmer, nonostante il Paese anglosassone si sia detto disponibile, insieme alla Francia e alla stessa Germania, “ad azioni difensive” in Medio Oriente. Proprio quelle attuate nell'ambito delle operazioni di neutralizzazione di alcuni droni negli spazi aerei di Iraq e Giordania, come riferito dal ministero della Difesa del Regno Unito.
trump attacca la Spagna: "bloccheremo gli scambi commerciali"
Ma da Washington il presidente statunitense scaglia altre frecce. Sotto tiro la Spagna: “Hanno detto che non possiamo usare le loro basi. Nessuno può dirci di non usarle. Non hanno certo una grande leadership”. Invece, secondo Trump, “La Germania si muove bene sul fronte della spesa militare, così come la Nato”. E a proposito dell’Alleanza, torna a mirare la Moncloa, sede del governo di Pedro Sánchez, che ricorda essere "l’unico Paese della Nato a non aver accettato” l’investimento militare al 5% del Pil, quello che lui stesso spinse ad adottare durante il vertice all’Aia dello scorso giugno. Quindi le minacce: “Bloccheremo tutti gli scambi commerciali con la Spagna”.
la durata della guerra e l'eredità di Khamenei
E a proposito di spese, Trump guarda ai cittadini statunitensi e alle apprensioni sui costi del gas. “I prezzi del petrolio saranno alti per un po’”, ma poi assicura: “Non appena tutto questo finirà, scenderanno a livelli ancora più bassi di prima”. Quando accadrà? Al momento, non è dato saperlo, ma dal Pentagono arrivano più indizi su quella che potrebbe essere la durata della guerra. Elbridge Colby, responsabile delle politiche del Dipartimento della difesa Usa, ha sottolineato “con forza” al Congresso che gli Stati Uniti sono ancora “nelle fasi iniziali di questa campagna militare”.
Con chi gli chiede se sia stato effettivamente Israele a spingere gli Stati Uniti all’offensiva sull’Iran, come fatto intendere dallo stesso segretario di Stato americano Marco Rubio, Trump para e rilancia: “Penso che avrebbero attaccato per primi, e non volevo che accadesse. Quindi, semmai, potrei aver forzato la mano di Israele”. Trump, poi, si dice convinto che tutti i leader per la successione siano “morti”. Restano quindi le incognite su chi potrebbe succedere a Khamenei, in caso di regime change. Il tycoon vuole però far sfumare l’ipotesi che riconduce a Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià: “Alcune persone lo apprezzano. Ritengo che qualcuno dall'interno sarebbe forse più appropriato”.
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