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3 marzo, 2026L'emittente israeliana Kon scrive che l'attacco di Tel Aviv su Qom è avvenuto mentre l'Assemblea degli Esperti "eleggeva la nuova Guida Suprema". Per Donald Trump, l'apparato militare e politico di Teheran sarebbe "ormai distrutto", e dice che è "troppo tardi" per una soluzione diplomatica. Ma dall'Iran sembra essere vicina un'altra offensiva contro l'Arabia Saudita
L’allerta in Medio Oriente si è ormai estesa a tutti i paesi del Golfo mentre la crisi tra Iran, Israele e Stati Uniti entra in una fase sempre più tesa. L’ambasciata americana a Riad ha avvertito di un “attacco imminente nell’est dell’Arabia Saudita”, invitando alla massima cautela. Già nella notte, l'ambasciata era stata costretta a chiudere la propria sede operativa dopo che due droni l'avevano colpita, provocando un incendio.
Già nei giorni scorsi, Mohammed bin Salman, leader de facto del Paese, s’era reso protagonista di indiscrezioni sulla stampa americana. Mentre in pubblico appoggiava la soluzione diplomatica, il Washington Post rivelava che in realtà il principe ereditario fosse favorevole a un attacco statunitense in Iran. E infatti, dopo l’offensiva Israele-Usa, il governo di Riad ha pubblicato una dichiarazione in cui chiedeva alla comunità internazionale di utilizzare “tutte le misure necessarie” contro Teheran.
Sul fronte iraniano, invece, l'emittente israeliana Kan ha scritto che l'attacco aereo da parte di Tel Aviv capace di distruggere la sede a Qom dell'Assemblea degli Esperti è avvenuto "durante una votazione del consiglio". Secondo il canale della Israeli Public Broadcasting Corporation, l'assemblea si era riunita "per eleggere la nuova Guida suprema" dell'Iran. Una notizia rilanciata anche dall'emittente statunitense filorepubblicana Fox News.
le minacce di trump e netanyahu
Nel frattempo, da Washington, Donald Trump ha alzato ulteriormente i toni. “La loro difesa aerea, l’aeronautica, la marina e la leadership sono sparite. Vogliono parlare. Ho detto ‘Troppo tardi!’”, ha scritto su Truth, sostenendo che l’apparato militare e politico iraniano sarebbe ormai “distrutto”. Parole che arrivano nonostante Teheran lasci filtrare segnali di disponibilità al dialogo, ma che la Casa Bianca sembra voler respingere, almeno in questa fase.
Israele, intanto, rivendica la necessità dell’operazione. Il premier Benjamin Netanyahu, in un’intervista a Fox News, ha detto che l’Iran stava costruendo “nuovi siti, nuovi luoghi, bunker sotterranei” che nel giro di pochi mesi avrebbero reso “immuni” i programmi missilistici e nucleari. “Se non si interviene ora, non si potrà intervenire in futuro”, ha dichiarato, sulla falsariga di quanto già fatto durante la guerra dei dodici giorni dello scorso giugno, quando accusava Teheran di un poderoso arricchimento di uranio.
iran international: "Ahmadinejad è vivo"
I due presidenti nei giorni scorsi avevano annunciato la morte di diverse figure del regime teocratico, tra cui l’ayatollah Khamenei. Alcuni media iraniani parlavano anche della morte del decesso dell'ex presidente Mahmouh Ahmadinejad, ma adesso Iran International ha smentito la notizia: “È vivo, si trova in un posto sicuro”, ha scritto l’agenzia d’opposizione.
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