Mondo
7 marzo, 2026Stop ai servizi, ospedali in affanno, blackout strutturali. Un cappio al collo stretto dallo stesso presidente degli Stati Uniti: a causa del suo ordine esecutivo dal 9 gennaio a Cuba non si sono più visti rifornimenti di prodotti energetici
"Cuba sta negoziando con me e con Marco Rubio. Cuba è un disastro: è negli ultimi momenti della sua vita così come la conosciamo. Non ha soldi né petrolio". Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna a parlare di Cuba davanti ai leader dell’America Latina allo “Shield of Americas”. Occasione perfetta, al contempo, per tessere le lodi della nuova leader del Venezuela, Delcy Rodriguez, presidente ad interim dopo la cattura di Nicolàs Maduro da parte degli Stati Uniti. Trump sostiene che Rodriguez stia facendo “un grande lavoro con gli Stati Uniti”.
Cuba, stando a Trump, vivrebbe le sue ultime ore. Un cappio al collo stretto dallo stesso presidente degli Stati Uniti che con un ordine esecutivo ha lasciato l’isola senza rifornimenti di petrolio, minacciando sanzioni ai Paesi alleati. Di fatto, dal 9 gennaio, a Cuba non si sono più visti sbarchi di rifornimenti energetici: i blackout sull'isola sono ormai strutturali. Secondo i dati rilasciati dell’azienda elettrica statale Unión Eléctrica, appena ieri, al picco della domanda energetica le interruzioni di corrente hanno interessato fino al 68% del territorio nazionale.
“Trump non mostra, per dirlo nel modo più diplomatico possibile, una reale comprensione della realtà e non dichiara la verità”, ha detto all’Ansa l’ambasciatore cubano in Italia, Jorge Luis Cepero Anguilar. “Il diritto internazionale - ha aggiunto - se veramente fosse applicato ad ognuna di queste sue dichiarazioni dovrebbe avere degli effetti e lui dovrebbe essere considerato il responsabile. Cuba è sempre stata in una posizione di dialogo con gli Stati Uniti sulla base del rispetto e dell'uguaglianza sovrana tra i due paesi e Cuba questo l'ha dimostrato in moltissime occasioni. Ne è un esempio il dialogo che c'è stato con l'amministrazione Obama. La posizione di Cuba è sempre la stessa, dialogare sulla base del rispetto”.
Un grande nemico e sempre meno amici. L’Avana ha criticato la decisione della Giamaica di interrompere l’accordo di cooperazione medica con Cuba, in vigore da circa cinquant’anni, sostenendo che Kingston avrebbe ceduto alle “pressioni del governo degli Stati Uniti”. L’accordo, stando a quanto riferisce la Giamaica, sarebbe stato chiuso dopo che i due governi non sarebbero riusciti a trovare un’intesa sui termini di un nuovo quadro di cooperazione.
Negli ultimi mesi anche Guatemala e Honduras hanno interrotto programmi analoghi con Cuba, mentre Antigua e Barbuda aveva già rotto la storica intesa con L’Avana a dicembre. La Guyana, invece, punta a pagare direttamente il personale sanitario cubano. L’invio di brigate mediche all’estero rappresenta una voce importante per l’economia cubana: secondo i dati ufficiali dell’isola, il settore ha generato da solo ben 7 miliardi di dollari nel 2025. L’Avana sostiene inoltre che lo scorso anno 24 mila tra medici e altri operatori sanitari cubani abbiano lavorato in 56 Paesi, oltre la metà dei quali in Venezuela.
Una flotilla e un nuovo alleato
Sinistra Italiana ha annunciato che dal 17 marzo una delegazione del partito - con gli eurodeputati Ilaria Salis e Domenico Lucano e il responsabile diritti umani Gianluca Peciola - parteciperà alla missione umanitaria e della società civile “Nuestra America Convoy”. Una flotilla, un convoglio di aiuti umanitari che arriverà a Cuba il 21 marzo carica di cibo, medicine, attrezzature mediche e solidarietà. A bordo, delegazioni di diversi paesi tra cui anche Stati Uniti, Messico e Argentina.
Nel frattempo Cuba guarda a nuovi alleati internazionali. In particolare, è sempre più la Cina a sostenere l’isola con un supporto energetico alternativo: quello dell’energia solare, con investimenti destinati a compensare la carenza di petrolio. La cooperazione tra i due Paesi è iniziata già prima dell’ultimo irrigidimento delle relazioni con Washington: nel dicembre 2024 è stato firmato un accordo per la costruzione di sette parchi solari. Una transizione possibile e già avviata, ma difficile da completare. “La transizione verde di Cuba richiederà investimenti tra gli 8 e i 10 miliardi di dollari nel prossimo decennio e semplicemente il paese non ha tutti questi soldi e la Cina non pagherà tutto”, ha spiegato al Guardian Ricardo Torres, economista energetico alla American University di Washington.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Caos globale - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 6 marzo, è disponibile in edicola e in app



