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8 marzo, 2026Il ministero degli Esteri afferma che gli Emirati Arabi Uniti non cercano un'escalation, ma si riservano il "pieno diritto" di garantire la propria sicurezza. Il raid di cui parlava la stampa di Tel Aviv avrebbe dovuto prendere di mira un impianto di desalinizzazione
Per la prima volta dall’inizio del conflitto, gli Emirati Arabi Uniti avrebbero colpito direttamente obiettivi in territorio iraniano. A riferirlo sono i media israeliani, secondo cui il raid avrebbe preso di mira un impianto di desalinizzazione, in quello che Israele interpreta come un segnale rivolto a Teheran. L’attacco segnerebbe un possibile cambio di postura da parte di Abu Dhabi nel contesto della guerra in corso tra Iran, Israele e Stati Uniti.
Se non fosse che, poche ore dopo, arriva la smentita: gli Emirati Arabi Uniti negano le notizie israeliane. Secondo quanto riporta l'agenzia stampa Anadolu, il ministero degli Esteri afferma che gli Emirati Arabi Uniti non cercano un'escalation, ma si riservano il "pieno diritto" di garantire la propria sicurezza. "Si tratta di fake news. Quando facciamo qualcosa, abbiamo il coraggio di annunciarlo", ha dichiarato su X Ali Rashid Al Nuaimi, presidente della commissione difesa, interni e affari esteri del Consiglio nazionale federale.
Negli ultimi giorni il territorio emiratino è stato più volte bersaglio di raid iraniani. Stanotte nello Stretto di Hormuz, riaperto ieri, il rimorchiatore Musaffah 2 battente bandiera degli Emirati Arabi Uniti è affondato dopo un’esplosione seguita da un incendio. Tre membri dell’equipaggio indonesiani risultano dispersi mentre un quarto è stato soccorso e ricoverato in Oman per ustioni. Le autorità locali hanno avviato un’indagine sull’accaduto. Abu Dhabi, nel frattempo, ha riferito che nelle ultime ore "le difese aeree hanno rilevato 17 missili balistici, di cui 16 distrutti, mentre uno è caduto in mare. Rilevati anche 117 droni, di cui 113 intercettati e 4 caduti nel territorio nazionale". Secondo un bilancio diffuso dal governo emiratino sui social, dall’inizio degli attacchi iraniani sono stati individuati 238 missili balistici, di cui 221 distrutti, mentre 15 sono caduti in mare e due all’interno del Paese. Sono stati inoltre rilevati 1.422 droni iraniani: 1.342 sono stati intercettati e 80 sono caduti sul territorio nazionale. Le difese avrebbero anche individuato e distrutto otto missili da crociera. Gli attacchi hanno provocato quattro morti tra lavoratori stranieri e 112 feriti con lesioni da moderate a lievi.
In un messaggio pubblicato questa mattina su X, Abu Dhabi ha ribadito che il Paese è pronto a reagire a nuove minacce. "Il Ministero della Difesa ha affermato di essere pienamente preparato ad affrontare qualsiasi minaccia e che risponderà con fermezza a qualsiasi tentativo di minare la sicurezza del Paese, garantendo la protezione della sua sovranità, sicurezza e stabilità e salvaguardando i suoi interessi e le sue capacità nazionali".
Durante il fine settimana, la televisione pubblica israeliana Kan ha riferito anche di una telefonata tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e il presidente degli Emirati Mohamed bin Zayed Al Nahyan, avvenuta proprio mentre proseguivano gli attacchi iraniani contro il Paese del Golfo. Appena ieri il presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian aveva dichiarato in un messaggio televisivo aveva voluto scusarsi con i paesi vicini per gli attacchi lanciati negli ultimi giorni spiegando che non li prenderà di mira a meno di attacchi da parte loro.
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