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9 marzo, 2026La direttrice dell'organizzazione per la Repubblica islamica: "Non si tratta solo di numeri, si tratta di giovani vite stroncate e di bambini il cui futuro è stato segnato per sempre dalla guerra"
Dall’inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran sono già stati uccisi trecento bambini. “L’equivalente di più di uno ogni ora”, denuncia Save the Children. L’organizzazione umanitaria chiede “urgentemente la cessazione delle ostilità per proteggere” i più piccoli "da ulteriori danni", sottolineando in particolare la situazione in Libano, dove “oltre 700 mila persone, tra cui oltre 200 mila minori, sono state sfollate” secondo dati del governo locale.
Save the Children spiega che sta "distribuendo beni essenziali come coperte, materassi, cuscini, prodotti per neonati, articoli per l'igiene e acqua alle famiglie sfollate" nella zona. "È devastante che i raid aerei in Libano abbiano causato la morte di 83 bambini e il ferimento di altri 254, tra i quasi 300 bambini uccisi nella regione", ha dichiarato Nora Ingdal, direttrice dell'organizzazione in questo Paese mediorientale. "Non si tratta solo di numeri: si tratta di giovani vite stroncate e di bambini il cui futuro è stato segnato per sempre dalla guerra". Ancora una volta, ha aggiunto Ingdal, sono i bambini a pagare “il prezzo più alto per un conflitto che non hanno né iniziato né in cui hanno avuto voce in capitolo”.
Tutto è iniziato lo scorso 28 febbraio, con il bombardamento sulla scuola elementare femminile di Minab, nel Sud dell’Iran, in cui sono morte almeno 175 persone, di cui la maggior parte studentesse. Teheran aveva subito puntato il dito contro Washington e Tel Aviv, mentre l’Onu aveva chiesto immediatamente un’inchiesta indipendente. Ora c’è un video - diffuso dall’agenzia di stampa iraniana Mehr e verificato dal New York Times - che proverebbe la responsabilità statunitense di quel bombardamento.
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